STRATEGIE

Arena e gli obiettivi dell’era Capvis: ricavi a 500 milioni di euro in cinque anni

Il marchio di swimwear e accessori per il nuoto Arena, passato recentemente al fondo svizzero Capvis dallo statunitense Riverside, punta in cinque anni a raggiungere 500 milioni di euro di ricavi a livello globale, sbaragliando il suo principale competitor: Speedo.

 

Nel 2013 il brand - nato in Germania negli anni Settanta da una costola di Adidas e poi passato al distributore italiano con sede a Tolentino, in provincia di Macerata - ha registrato un fatturato globale di 400 milioni di euro, di cui il 60% realizzati dall’azienda di base nelle Marche (che opera in più di 100 Paesi al mondo, con filiali dirette in Francia, Germania e Usa) e il restante 40% dal distributore asiatico Descente che “gestisce” 11 nazioni. L’obiettivo è mettere a segno un +10% a livello mondiale nel 2014.

 

Il 2013 ha visto anche il ritorno alla crescita in Italia (+4%), primo mercato di Arena con 50 milioni di euro di ricavi, in controtendenza rispetto all’andamento generale delle vendite di abbigliamento e accessori per la piscina, in calo dell’11%.

 

Tanti i progetti messi in campo da Arena per rafforzare le proprie posizioni nella Pensola: dalle iniziative di charity (come quella con Ail, Associazione Italiana contro le Leucemie), a quelle per avvicinare le nuove generazioni agli sport acquatici (come Acqua Amica, che coinvolge i bambini della scuola primaria), fino alle collaborazioni con il mondo del fashion, visto il successo ottenuto dalla linea realizzata con Dirk Bikkembergs.

 

 

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