STRATEGIE

Bruno Manetti Cashmere: per i 20 anni si regala i primi monomarca

Al traguardo del 20esimo anniversario, la Bruno Manetti Cashmere si prepara a nuovi investimenti distributivi. «Stiamo definendo con i più importanti clienti russi e giapponesi l'avvio di alcuni punti vendita» spiega Bruno Manetti (al centro della foto, con i collaboratori). Anche sul fronte prodotto sono in vista novità.

 

«I primi negozi con la nostra insegna - anticipa l'imprenditore toscano - dovrebbero essere a Mosca e Osaka, con un concept in grado di dare il massimo risalto ai capi».

 

L'azienda, fondata nel 1995 e con una trentina di dipendenti, lavora da sempre di cesello sulla qualità di una maglieria in fibre nobili che, nel corso del tempo, ha affinato i propri contenuti stilistici e ampliato la gamma di proposte, fino ad arrivare a un total look.

 

«Attualmente l'offerta è sbilanciata sulla donna, che riguarda il 95% della produzione - informa Manetti -. L'uomo, avendo solo il 5%, può e deve crescere: siamo pronti a sviluppare in modo adeguato una collezione maschile».

 

Il quartier generale di Montelupo Fiorentino, inaugurato ufficialmente lo scorso settembre, è il centro propulsore di questa realtà da circa 5 milioni di euro di ricavi, stimati in aumento del 10% nel 2015.

 

«Abbiamo traslocato nell'agosto 2014 - sottolinea il numero uno della Bruno Manetti Cashmere - insediandoci in una struttura di 2.600 metri quadri, di cui circa 600 destinati agli uffici e a un negozio interno, più 2mila per il magazzino e la produzione, che svolgiamo per il 75% internamente». Il restante 25% è commissionato a laboratori esterni di fiducia, «che lavorano quasi esclusivamente per noi».

 

Il 90% del giro d'affari viene realizzato all'estero, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca (Germania, Svizzera, Austria) e in Russia, Giappone e Stati Uniti. Prospettive interessanti si delineano in Corea, «un mercato che sta crescendo bene».

 

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