STRATEGIE

Carlo Casillo (Hanita): «Puntiamo a internazionalizzazione e crescita sana»

«Hanita è una collezione di target alto, ma con prezzi che definirei democratici e una precisa identità»: parole del ceo Carlo Casillo per spiegare l'andamento decisamente positivo del marchio prodotto dalla Push di Nola (Napoli), il cui fatturato nel 2016 è cresciuto del 16% nel 2016, dopo un 2015 archiviato con un +30%.

 

«Il brand esiste da nove anni - spiega Casillo - ma l'azienda che lo realizza ha alle spalle un quarto di secolo di esperienza e questo ci ha permesso di avere una base solida per sviluppare questo progetto».

 

«Oggi Hanita è presente in 400 punti vendita multimarca - prosegue l'imprenditore - di cui un centinaio all'estero, con Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Portogallo, Spagna, Irlanda, Emirati, Giappone e Usa come mercati d'elezione».

 

Proprio sugli Stati Uniti la label sta focalizzando un progetto importante, «l'apertura nel giro di sei-otto mesi del nostro primo monomarca, con ogni probabilità a Miami».

 

Se solo tre anni fa il business si concentrava solo sull'Italia, «attualmente siamo a quota 25% di export con l'obiettivo di fare molto di più, anche se per noi la consumatrice del nostro Paese resta importantissima». Soprattutto per lei è stata pensata una linea lanciata l'anno scorso, H Couture, che esprime in modelli per la sera e le occasioni speciali il dna di Hanita, basato sulla produzione 100% made in Italy in tessuti prevalentemente italiani.

 

«H Couture è nata come capsule di 30 capi - puntualizza Casillo - e ora si è trasformata in una linea completa, vista l'ottima accoglienza».

 

Il 2016 si è chiuso per il marchio (presente in questi giorni sia al Grand Hotel Et de Milan, sia a White, oltre che alla sfilata collettiva Next Trend presso la sede di Intesa Sanpaolo in via Verdi, domenica 26 febbraio) all'insegna del dinamismo, superando i 10 milioni di fatturato (+16%), dopo che nel 2015 c'era stato un balzo in avanti del 30%.

 

«Ma non spingiamo troppo sull'acceleratore - conclude Carlo Casillo -. Il nostro mantra è progredire senza forzature, all'insegna della sostenibilità. Non vogliamo essere una meteora e siamo consapevoli del fatto che un ottimo prodotto non basta. Occorrono una struttura, la capacità di rispondere prontamente alle richieste della clientela, l'alta qualità del servizio. Perché di "crescita" si può anche morire, se non si fanno i passi giusti e non si valutano attentamente le mosse da fare» (nella foto, un close up sull'inverno 2017/2018 di Hanita).

 

 

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