STRATEGIE

Chiara Boni La Petite Robe: con un'offerta sempre più completa crescerà del 20-25%

Il marchio Chiara Boni La Petite Robe cresce, grazie all'America ma non solo. Avanzano anche aree come la Germania, la Russia e i Paesi arabi. Intanto la collezione diventa sempre più completa, costruendo intorno all'abito una serie di altre proposte. Il fatturato, pari a 21 milioni di euro con un margine del 30%, dovrebbe aumentare del 20-25% nel 2018.

 

«Recentemente ho fatto l'ennesimo viaggio negli Stati Uniti, dopo cinque anni di successi del brand in questo territorio, che per noi è il numero uno in fatto di esportazioni - racconta Chiara Boni -. Ho visto che l'attenzione da parte del mercato è sempre alta anche perché, avendo un ciclo produttivo a polo unico, facciamo una collezione al mese e consegniamo ogni 45 giorni».

 

«Siamo distribuiti soprattutto da Neiman Marcus e da Saks, con 40 door ciascuno - prosegue la stilista e imprenditrice - e possiamo contare anche su un monomarca a Los Angeles. Quanto alla location delle sfilate, New York resterà la nostra sede d'elezione».

 

Ma per un'azienda la cui percentuale di esportazioni sul fatturato si aggira intorno al 90% si profilano altre opportunità di sviluppo internazionale: «La Germania è un Paese dove possiamo sicuramente fare passi avanti e così la Russia e i Paesi arabi». «In Medio Oriente - interviene il ceo Maurizio Germanetti - abbiamo siglato un'intesa per aprire cinque negozi in franchising nell'arco di cinque anni».

 

L'Italia, dove sono attivi i monomarca di Milano e Roma, è in buona salute per quanto riguarda la griffe «ma a livello generale - osserva Chiara Boni - le complessità, soprattutto distributive, sono molte».

 

L'e-commerce - sia sul sito proprio che su altri portali, come quelli di Neiman Marcus e Saks - per ora riguarda una piccola percentuale delle vendite, «ma l'obiettivo è di raddoppiarla al più presto».

 

Passando al prodotto, come è noto Chiara Boni La Petite Robe è nata con un focus sull'abito «ma ora è sinonimo di un'offerta più ampia, che comprende top, pantaloni (che sono veri best seller), tute "à porter" e una linea di costumi da bagno, una mia passione di sempre, distribuita con criteri di esclusività, per esempio negli alberghi delle località balneari più chic».

 

«Ho in mente un'ulteriore brand extension - rivela la designer - ma, essendo convinta che bisogna fare quello che si sa fare bene, vado con i piedi di piombo. Non penso per esempio alla moda infantile, per la quale occorre un'esperienza specifica» (nella foto, un modello Chiara Boni La Petite Robe in passerella a New York).

 

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