STRATEGIE

Conceria Montebello: per i 50 anni nuovi prodotti e frontiere allargate

Un fatturato di 49 milioni di euro, destinati a superare la soglia dei 50 milioni nel 2017: la Conceria Montebello di Montebello (Vicenza) celebra i primi 50 anni con ricavi in aumento, un export che riguarda il 68% del fatturato, prospettive di ulteriore espansione e nuovi prodotti.

 

La storia della Conceria Montebello, che ha recentemente celebrato con un evento il mezzo secolo di attività, inizia nel 1967 su iniziativa di Giuseppe Dalle Mese, con alcune tappe chiave: la trasformazione in società per azioni nel 1977, l'ingresso in azienda del figlio di Giuseppe, Gianfranco e del genero Filippo Brancati nel 1990, gli investimenti a partire dal Duemila, volti alla razionalizzazione della struttura (con l'intervento della figlia del fondatore, l'architetto Nadia Dalle Mese) e delle procedure, in un'ottica di automazione ma anche di rispetto per l'ambiente.

 

Non a caso, la Conceria Montebello ottiene proprio in questi anni le prime certificazioni ambientali e di qualità, cui si aggiunge in tempi più recenti la Lwg (Leather Working Group) con la qualifica Gold Rated, che premia le imprese più virtuose sul fronte della sostenibilità e del risparmio energetico.

 

Tra il 2010 e il 2011 il magazzino viene automatizzato e si investe in nuovi reparti, oltre che in un miglioramento del controllo gestionale. Cinque anni dopo si rafforza il controllo interno dei processi, attraverso un laboratorio che permette di seguire inhouse procedure che prima venivano affidate a terzi.

 

Nel 2017, allo scoccare dell'anniversario, la società vede impegnata anche la terza generazione della famiglia - composta da Nadia e dal fratello Franco -, mentre i numeri indicano ricavi pari a quasi 50 milioni, per il 60% generati dalla moda e per il resto dall'arredo, 220 dipendenti, impianti sviluppati su 20mila metri quadri e una capacità produttiva di 300mila metri quadri di pelli al mese.

 

Del Gruppo Montebello fanno parte - oltre alla conceria che è tuttora il core business - Gemalto, che si focalizza sui macchinari per il tessile e la concia, e Studio Art, che produce boiserie in pelle e articoli di luxury interior design.

 

È dunque in atto una diversificazione, che corre parallela a un processo di internazionalizzazione. Come racconta Gianfranco Dalle Mese, presidente e ceo del gruppo, i mercati principali sono Francia, Usa e Giappone ma nel futuro, insieme al rafforzamento in queste aree, si delineano nuove opportunità in nazioni come il Regno Unito e la Cina.

 

«Paesi - spiega - dove c'è oggi un grande fermento di giovani creativi, che secondo noi cresceranno significativamente nei prossimi anni e che crediamo possano ricevere dalle nostre collezioni di pellami stimoli interessanti».

 

«Il mercato richiede attualmente un mix evoluto di prodotti tailor made e tempistiche di consegna sempre più rapide - osserva Dalle Mese -. Proprio per rispondere a queste esigenze abbiamo creato al nostro interno un team ad hoc, in grado di realizzare materiali con scadenze incredibilmente brevi».

 

«Quest'anno - conclude - abbiamo tra l'altro lanciato il progetto The Core, che consiste in una selezione di 35 articoli in più di un migliaio di colori, sempre pronti in stock, per consegne quasi immediate» (nella foto, la famiglia Dalle Mese).

 

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