STRATEGIE

Dior accelera nel digitale con Jens Riewenherm (ex MyTheresa.com)

Christian Dior Couture ha nominato chief digital officer Jens Riewenherm (nella foto), proveniente dall'e-tailer del lusso MyTheresa.com. «Con lui cresceremo nell'omnichannel» annuncia il ceo Pietro Beccari. Nei giorni scorsi la griffe è stata protagonista di una sfilata di alta moda al Minsheng Art Museum di Shanghai (vedi gallery).

 

L'ingresso di Riewenherm nelle fila di Dior ha effetto immediato. Il manager si è dimesso lo scorso ottobre da MyTheresa.com, dove era managing director.

 

Prima di entrare a far parte dell'e-tailer di proprietà del Neiman Marcus Group, dove ha trascorso sei anni, Riewenherm ha lavorato per Value Retail, realtà attiva nel settore degli shopping center e degli outlet, sempre come managing director.

 

La sua carriera è iniziata a Monaco di Baviera presso Payback, dove il suo ruolo più importante è stato quello di head of brand management.

 

Pietro Beccari, presidente e ceo di Christian Dior Couture, ha sottolineato come «la sua esperienza e il suo talento rafforzeranno la strategia digitale e la crescita di Dior nel sistema omnicanale, all'insegna di un'esperienza online senza soluzione di continuità con quella che si respira nei nostri monomarca».

 

Anche sul fronte moda la maison ha tenuto banco in questi giorni. Riprendendo la scenografia d'ispirazione surrealista già vista in gennaio al Musée Rodin di Parigi, il 29 marzo ha sfilato a Shanghai la collezione haute couture primavera-estate 2018, arricchita da una serie di abiti ispirati al ventaglio: un accessorio che riunisce in sé il dna della griffe e le attinenze stilistiche ed estetiche di Oriente e Occidente.

 

Il direttore creativo Maria Grazia Chiuri ha preso spunto, in particolare, da tre modelli disegnati da Monsieur Dior: Francis Poulenc, Venus e Junon, tutti realizzati tra il 1949 e il 1950.

 

«Abiti senza tempo - spiega la stilista - legati indissolubilmente all'identità di Dior, della quale sono un'eccezionale testimonianza».

 

«La loro costruzione - precisa Chiuri - si basa su giustapposizioni di strati, pieghe e curve, con un rimando al ventaglio e alle sue forme, in modo da ridefinire in modo contemporaneo un linguaggio di moda potente e comprensibile in tutto il mondo».

 

Francis Poulenc è un vestito da sera in taffetà di seta avorio plissettata, mentre Venus evoca le luminescenze marine. Junon è composto da petali in tessuto, simili a piume di pavone.

 

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