STRATEGIE

Gruppo Tessile Monti: Europa continentale e Usa i driver della crescita

Con un fatturato 2013 a quota 100 milioni di euro, il Gruppo Tessile Monti punta a una crescita del 10% nel 2014, cavalcando le buone performance nell'Europa continentale e negli Stati Uniti. Nel futuro maggiore spazio alla confezione, che rappresenta il 30% dei ricavi.

 

«Nonostante un anno molto complesso per la domanda debole nei Paesi dell'area mediterranea, il rallentamento della Cina e una forte volatilità sul fronte dei cambi, siamo riusciti a mantenere il fatturato a cambi costanti in linea con l'anno precedente, per il 75% generato dalle esportazioni in 80 Paesi», spiega l'a.d. Luca Belenghi, primo manager esterno alla famiglia, cooptato nel 2010 per guidare l'espansione internazionale del gruppo specializzato in tessuti destinati alla camiceria.

 

A trainare il giro d'affari, gli ottimi feedback provenienti da Centro e Nord Europa, dal mercato giapponese («molto ricettivo ai contenuti di innovazione») e dagli Stati Uniti, dove «sebbene sia difficile vendere un prodotto premium quality, stiamo ricevendo grandi soddisfazioni».

 

Segnali positivi vengono anche dall'andamento del portafoglio ordini per l'autunno-inverno 2014/2015 e dalle campionature per la primavera-estate 2015, «entrambe stagioni in aumento a doppia cifra», sottolinea il manager.

 

Per l'anno in corso le previsioni sono di «una crescita moderata single digit», come puntualizza Belenghi, grazie al valore aggiunto di una produzione integrata, che va dal tessuto al prodotto finito, e a una visione verticalizzata che «mette al centro il dialogo con i clienti e lo sviluppo di prodotti in sintonia con i mercati di riferimento».

 

Con alle spalle oltre un secolo di storia, il gruppo negli ultimi anni si è trasformato in una realtà globale con una produzione annua di oltre 16 milioni di metri di tessuto, oltre 3mila dipendenti, 1.200 clienti, «da Zara a Hermés», evidenzia l'a.d., e cinque siti produttivi. Gruppo Tessile Monti controlla infatti Tessitura Monti, cuore operativo e industriale della società con lo stabilimento e il quartier generale di Maserada sul Piave (Tv), Tessitura Monti Cekia (in Repubblica Ceca) e, dal 2003, Tessitura Monti India, nello stato federale del Maharashtra.

 

Per ampliare il proprio raggio d'azione, nel 2005 il gruppo ha acquisito anche S.I.C. Tess, storica azienda di Masate (alle porte di Milano) produttrice di tessuti per camiceria di lusso, e avviato due joint-venture, al fine di presidiare il segmento della confezione. Si tratta di Laguna Clothing, che con fabbriche a Bangalore e nell'isola di Mauritius realizza camiceria formale e semi-formale di alta qualità a prezzi competitivi, e Aurora Apparel, di base a Nipani (sempre in India), focalizzata su una produzione di camicie sartoriali in piccole serie.

 

Un segmento, quello del prodotto finito, destinato a ulteriori sviluppi per il gruppo veneto. «Oggi rappresenta il 30% dei nostri ricavi - racconta Belenghi - ma in futuro puntiamo ad ampliare la gamma d'offerta». Scommettendo in particolare sul "no iron": un plus molto apprezzato dal consumatore anglossassone, che «ci permetterà di fidelizzare ancora di più il pubblico americano».


 

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