STRATEGIE

Guru: «Non chiusura, ma rilancio»

«Per Guru non si prospetta la chiusura, ma una nuova vita»: parole di Alexia Armaroli, legale che rappresenta la proprietà nella procedura di concordato del brand, insieme a Federico Dettori, a proposito delle indiscrezioni di stampa uscite oggi, 7 gennaio.

 

Come spiega Alexia Armaroli, dopo che a metà aprile 2014 è stata depositata la domanda di concordato preventivo in bianco per Brfl Italia (controllata del gruppo indiano Bombay Rayon Fashion Limited, che nel 2008 ha rilevato Guru) e trascorsi i 120 giorni di rito, più proroghe, per l'ammissione alla procedura da parte del tribunale di Parma, a fine 2014 è stato stilato un piano di rilancio.

 

Cardine del progetto è l'acquisto da parte di Bombay Fashion Limited di Brfl Italia Licenses, società guidata da Simone Mantura, che ha in concessione e in licenza i marchi Guru ed è interamente controllata da Brfl Italia. È previsto che Brfl Italia Licenses firmi un contratto di affitto del marchio con opzione d'acquisto. Operazioni volte a risarcire i creditori, che vaglieranno la proposta il 4 febbraio.

 

Ma a quanto ammonta il debito della Guru? Sui giornali si parla di 78-80 milioni di euro (la maggior parte nei confronti della proprietà) ma sia Alexia Armaroli, sia Simone Mantura non confermano questa cifra.

 

Come sottolinea Mantura, non va dimenticato che esistono licenze in attività, tra cui quelle di Guru G 99 (linea di abbigliamento sportivo), Guru Gang per il childrenswear e i profumi. Terminata, invece, la partnership con Inghirami per la donna. «Queste collaborazioni vanno avanti - afferma - ed è nostra intenzione svilupparle. Così come puntiamo, una volta superata questa fase, a investire sulla distribuzione, offline (con la riapertura dello store milanese) e online, oltre a trovare un partner produttivo».

 

Guru è stato un fenomeno di inizio anni Duemila: fondato nel 1999 da Matteo Cambi e contraddistinto dall'inconfondibile margherita, in pochi anni ha bruciato le tappe, raggiungendo nel 2007 un fatturato di 70 milioni di euro.

 

Un'escalation vertiginosa, seguita da una caduta altrettanto repentina: nel 2008 Cambi viene arrestato per bancarotta fraudolenta e altri reati, a un giorno dalla dichiarazione di fallimento della Jam Session, società di cui possiede il 40%. Anche la madre, Simona Vecchi, e il compagno Gianluca Maruccio De Marco, detentori del 60%, vengono portati in carcere. Sempre nel 2008 Guru entra nell'orbita del proprietario indiano.

 

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