STRATEGIE

Ikf lancia un'offerta vincolante per Ittierre

Ikf ha presentato una lettera di intenti vincolante per l'acquisizione di Ittierre, attualmente in concordato preventivo, dopo aver attuato una due diligence economico-finanziaria e patrimoniale delle licenze e del magazzino. Una fase nella quale è stata affiancata da Ambrosetti in qualità di advisor, con la consulenza di Massimo Suppancig.

 

L'acquisizione - che avverrebbe tramite una società controllata al 100% da Ikf, costituita ad hoc - si baserebbe sulla formula del contratto d'affitto del ramo d'azienda con opzione d'acquisto.

 

La parte venditrice (la Oti di Antonio Rosati) deve rispettare alcune condizioni: in primis accettare di rinegoziare il contenuto del previsto contratto di affitto/vendita e, inoltre, risolvere parzialmente la cessione delle scorte, dilazionando i relativi residui debiti di Oti, nell'arco di tre anni dal perfezionamento dell'operazione. Ultima conditio sine qua non, che il commissario straordinario di Ittierre dia il via libera a locare alla newco una porzione di almeno 10mila metri quadri, a fronte di un canone annuo non superiore a 150mila euro, con  una durata minima di sei anni.

 

Il deal definitivo verrà stipulato entro il 27 marzo. Ikf pagherebbe un prezzo di vendita di 750mila euro più Iva, dal quale verranno detratti gli importi elargiti a titolo di canone di affitto di azienda. Attraverso la neo-costituita realtà, l'investment company milanese quotata sull'Aim Italia assumerebbe un numero di dipendenti non inferiore a 15 nel corso dei primi sei mesi di durata del contratto d'affitto, con la prospettiva nei successivi nove mesi di raggiungere quota 40 dipendenti.

 

Alla voce giacenze, la merce già consegnata da Ittierre a Oti e non ancora pagata, per un valore di 3 milioni di euro, verrebbe regolata dalla newco in rate mensili. La neo-costituita società rileverebbe anche la merce del residuo magazzino per 3,5 milioni, con pagamento dilazionato in 36 rate mensili.

 

Come si apprende dai media, Ikf sarebbe pronta a portare nello stabilimento di Pettoranello del Molise la produzione del brand sartoriale che sta per lanciare, basandosi sul Lanificio Botto, e avrebbe già raggiunto due accordi di massima per altrettante licenze, qualora l’acquisizione andasse in porto.

 

Si proporrebbe inoltre, insieme alla Regione, a trasformare l'impianto in hub produttivo conto terzi, con la prospettiva di creare cooperative formate dagli ex dipendenti di Ittierre.

 

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