STRATEGIE

Imperial accelera sull'espansione internazionale

Forte di un fatturato che nel 2011 ha toccato i 110 milioni di euro, in crescita del +15% sull'anno precedente, l'azienda di fast fashion Imperial, attiva sul mercato con l'omonimo marchio e la label Please, investe sull'espansione nei Paesi esteri, con Francia e Portogallo in pole position.

 

"A oggi abbiamo portato la percentuale del fatturato sviluppata con l'export dal 40% del 2011 al 50% nel 2012, intensificando in questo modo la penetrazione nei mercati stranieri e trasformando Imperial in una realtà sempre più internazionale", dichiara Adriano Aere, presidente della società.

 

In particolare, nel quadro europeo, i centri di distribuzione di Francia e Portogallo (all'estero ce n'è un altro in Canada) stanno giocando un ruolo di primo piano in questa strategia di espansione. Nel marzo scorso è stata aperta Imperial France, che ha già registrato un fatturato di 2 milioni di euro: la prospettiva - fa sapere la società bolognese - è di chiudere l'anno in corso a 3 milioni, fino a raggiungere i 10 milioni entro il 2015. Degna di nota è anche la performance del Portogallo, il cui centro distributivo, avviato nel 2010, genera a sua volta un turnover di 2 milioni di euro, crescendo di anno in anno a un ritmo del 15%.

 

Nel Vecchio Continente buoni feedback commerciali vengono inoltre dai principali Paesi del Nord Europa, come Olanda, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia, e dalle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, che rappresentano il 15% del giro d'affari totale.

 

Di grande interesse per Imperial si conferma l'area asiatica, dove sono stati inaugurati l'Imperial Shop Changsha, presso il Friendship Mall di Shenyang in Cina (nella foto), e la showroom di Hong Kong, che nel 2011 ha registrato un fatturato pari a 4 milioni di euro, con la prospettiva di mettere a segno un +30% nel 2012.

 

Fondata nel 1976 da Adriano Aere ed Emilia Gilberti, Imperial ha affiancato alla distribuzione wholesale (1.500 i multimarca, di cui 300 oltreconfine) anche una presenza progressiva nel retail, arrivando a contare un'ottantina di punti vendita monomarca sul mercato italiano.

 

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