STRATEGIE

Kering: via libera al cambio di nome. E Balenciaga sarebbe ai ferri corti con Ghesquière

È ufficialmente iniziata l'era Kering. Il colosso guidato da François-Henri Pinault, dopo l'approvazione dell'assemblea degli azionisti, ha mandato in pensione il vecchio nome Ppr. Nel frattempo una delle maison del gruppo, Balenciaga, avrebbe fatto causa a Nicolas Ghesquière, "reo" di aver diffuso notizie riservate sull'azienda.

 

Con il cambio di denominazione, Kering apre dunque il varco a nuovi sviluppi e strategie per la holding, che d'ora in avanti si focalizzerà, come spiega una nota, "su un solo business, abbigliamento e accessori, e attraverso un ensemble di marchi con grande potenziale di crescita nei segmenti luxury e sport&lifestyle".

 

Il via libera effettivo al new deal arriva mentre sulla stampa online si diffonde un'indiscrezione scottante, relativa a uno dei brand più importanti del gigante d'oltralpe: Balenciaga. I vertici infatti non avrebbero digerito le rivelazioni fatte circa due mesi fa da Nicolas Ghesquière alla rivista System Magazine, in cui l'ex direttore creativo lamentava l'assenza di una strategia forte e di supporto da parte dell'azienda: "Ho finito per sentirmi troppo solo. Avere uno studio e un team di progettazione meravigliosi non è bastato davanti alla mancanza di sostegno sul lato puramente business", confidava il designer, rimasto alle redini dello stile Balenciaga per ben 15 anni. Ora la possibile controffensiva per vie legali. La casa di moda accuserebbe lo stilista di aver diffuso informazioni confidenziali sulla società e lo avrebbe citato in giudizio.

 

Sul web non è questo l'unico rumour intorno al gruppo francese: Kering sarebbe infatti interessato a rilevare il 51% di Richard Mille, brand di orologi di lusso da 112 milioni di fatturato nel 2012. La transazione, si dice, potrebbe concludersi prima del 2014.

 

stats