STRATEGIE

Lanificio Fratelli Cerruti rilancia con Brandamour

Da settimane si rincorrevano le voci sulle trattative tra il Lanificio Fratelli Cerruti e Brandamour: un gruppo, quest'ultimo, nato dall'intraprendenza dei due giovani imprenditori biellesi Matteo Tempia Valenta e Nicolò Caneparo, a cui andrà una quota di controllo dell'iconica azienda tessile.

 

A metà 2016 il Lanificio Fratelli Cerruti, la cui produzione si aggira sui 3 milioni di metri di tessuto l'anno, aveva annunciato una ristrutturazione, al fine di «salvaguardare l'eccellenza della produzione e la competitività rispetto ai concorrenti internazionali».

 

Un piano il cui obiettivo era «recuperare economicità riducendo, ove possibile, i costi aziendali per continuare a ideare, realizzare e promuovere prodotti di qualità sempre più alta», alla luce di una sessantina di esuberi, da gestire «nel modo meno traumatico possibile».

 

Lo scorso dicembre era stato confermato il taglio di un sesto del personale, equivalente a 55 posti di lavoro, con la prospettiva della cassa integrazione straordinaria per tutto il 2017.

 

Ora l'aggiornamento, sebbene non ufficializzato: la società verrà integrata nella Brandamour, che si accaparrerà una quota di controllo e continuerà ad avvalersi della presenza e dell'esperienza di Nino Cerruti, quasi 87enne ancora pieno di idee ed energie, che al Lanificio e più in generale alla moda ha dedicato una vita.

 

Era infatti il 1951 quando, giovanissimo, prese le redini dell'azienda dopo la prematura morte del padre, interrompendo gli studi in Filosofia e Giornalismo.

 

Dalla fusione, come si legge sugli organi di stampa, nascerà una realtà da 90 milioni di euro.

 

Dietro Brandamour c'è Matteo Tempia Valenta (ultima generazione di una famiglia impegnata nel tessile, che ha poi diversificato l'attività in altri settori), che insieme a Nicolò Caneparo ha pensato di ridare lustro alla sua "biellesità" attraverso questa realtà.

 

Il primo passo è stato rilevare una tessitura conto terzi nel 2014, ma la spinta per il salto di qualità è arrivata dal supporto finanziario di Hermitage Investment Group, fondo di investimento internazionale che attualmente detiene una quota del 27,5%.

 

Brandamour - che come si legge ha generato nel 2016 un fatturato di una ventina di milioni di euro - ha così potuto diventare il fulcro di un business all'insegna dell'alta qualità made in Italy, attirando nella propria orbita il Lanificio Fratelli Ormezzano, la Luigi Botto e il brand di moda maschile sartoriale d'Avenza.

 

Un ulteriore e importante tassello si aggiunge con la Fratelli Cerruti, in una sinergia all'insegna della tradizione del made in Biella - di cui il Lanificio è uno degli emblemi, grazie a una storia che affonda le radici nel XVIII secolo - e di nuove energie che la proiettano nel futuro (nella foto ripresa dal sito del Lanificio Fratelli Cerruti, un ritratto di Nino Cerruti).

 

stats