STRATEGIE

Miroglio investe oltre 20 milioni nel tessile. E i conti si risollevano

Il Gruppo Miroglio traccia un primo bilancio della fase di profonda ristrutturazione che ha attraversato negli ultimi anni. «Abbiamo scelto di investire oltre 20 milioni di euro nel tessile -spiega l’a.d. Daniel Winteler - per garantire sostenibilità, ambientale ed economica, al business grazie all’innovazione tecnologica, tanto nella stampa su tessuto quanto nella stampa sublimatica (utilizzata soprattutto per la decorazione dei tessuti sintetici, ndr)». Migliorano in modo significativo i conti.

 

In particolare, gli investimenti hanno riguardato la stampa su tessuto e la stampa sublimatica (utilizzata soprattutto per la decorazione dei tessuti sintetici, ndr)

 

Questo, in sintesi, il messaggio che emerge da un articolo apparso oggi, 7 aprile, su Il Sole 24 Ore, che ha intervistato l’amministratore delegato del gruppo del tessile-abbigliamento di Alba, Daniel Winteler, e altri suoi manager.

 

«La trasformazione ci ha permesso di mantenere la produzione made in Italy, garantendo alti standard di qualità e prezzi competitivi, anche rispetto alla concorrenza asiatica», ha detto Winteler al quotidiano di Confindustria.

 

Nel solo stabilimento di Govone, il più grande impianto per la stampa tessile d’Europa, vengono stampati 15 milioni di metri di tessuto l’anno: qui nasce la collezione Miroglio Textile e sempre qui viene prodotta una parte dei tessuti per i grandi gruppi del fashion internazionale, come Inditex (Zara).

 

I conti del gruppo si sono risollevati: il rosso si è ridotto a dieci milioni di euro rispetto al centinaio di due anni fa, l’ebit è tornato in positivo e la posizione finanziaria è migliorata del 20%, superando i 200 milioni di euro di cassa. Miroglio ha registrato un fatturato complessivo di circa 650 milioni di euro nel 2015.

 

Anche i marchi fashion nel portfolio dell’azienda sono quasi tutti tornati alla redditività: quello che ha performato meglio è Fiorella Rubino. «Le sfide future arriveranno proprio da questo ambito e in particolare dal retail, dove sta cambiando tutto, a cominciare dal peso dell’e-commerce e dei player digitali, destinati a diventare competitor delle aziende tradizionali della distribuzione», è la visione di Winteler.

 

 

stats