STRATEGIE

Moorer lancia la maglieria e cresce del 40%

Dopo la giubbotteria per uomo e donna, che ha fatto la fortuna dell’azienda, e i pantaloni per uomo, Moorer estende quest’anno la propria produzione alla maglieria per ambo i sessi. Un nuovo segnale positivo per l’azienda veronese che, nel 2013, ha registrato un incremento del 40% dei ricavi, a quota 19 milioni di euro, con la previsione di toccare quota 25-26 milioni a fine 2014.

 

Gli obiettivi per i prossimi mesi sono molteplici. Innanzittutto fare passi avanti in Giappone ed espandersi in Cina, verosimilmente con un accordo con una società locale per l’apertura di una serie di negozi a insegna Moorer. Sono in cantiere una ventina di corner in grandi store all’estero, dove il marchio è presente un po’ dapperttutto, soprattutto in Russia, Germania, Stati Uniti e altre parti d’Europa.

 

«La crescita del 40%, pur con un 10% in meno di affidamenti bancari - dice il titolare, Moreno Faccincani - è un grande risultato, frutto di un prodotto di lusso apprezzato ovunque e supportato da investimenti all’estero e in Italia». «Ora - prosegue - siamo pronti a una nuova sfida, la maglieria, per rafforzare il nostro business e il brand. Confidiamo di chiudere il 2014 con un giro d’affari attorno attorno ai 25 milioni di euro».

 

Anche il secondo marchio, Jan Mayen, di target più accessibile, «sta conoscendo un buon successo. Oggi rappresenta il 30% del fatturato». Moorer esporta il 75% della produzione e darà vita nel prossimo futuro a una ventina di corner in grandi negozi internazionali. «Questo senza dimenticare l’Italia - conclude Faccincani - dove prevediamo una grande crescita, a fronte di cospicui investimenti pubblicitari». 

 

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