STRATEGIE

Nel contratto Benetton arriva la "Banca ore etica". Ma sindacati in allerta: «Ancora nessun piano industriale»

In Benetton arriva la Banca Ore Etica: i dipendenti potranno donare ai colleghi che ne hanno bisogno parte delle ore di ferie accumulate, e lo stesso farà l’azienda. Questa è solo una delle novità previste dal contratto integrativo appena sottoscritto tra il gruppo e i sindacati, che però attendono di incontrare Luciano Benetton per parlare del piano di rilancio dell'azienda.

 

A beneficiare del nuovo contratto saranno gli oltre 1.400 dipendenti delle sedi di Ponzano Veneto e Castrette di Villorba (nella foto). Il nuovo contratto, che integra quello collettivo nazionale del settore tessile, moda e abbigliamento, prevede la crescita delle opportunità legate al welfare aziendale, con il rinforzo del portale Benetton per te e la possibilità di trasformare l’importo del premio di risultato eventualmente maturato tutto o in parte in servizi. In arrivo anche una bacheca sindacale virtuale, che si potrà visualizzare online.

 

Il nuovo contratto arricchisce in modo significativo i contenuti del piano di assistenza sanitaria integrativa dedicato ai dipendenti dell'azienda, già introdotto sperimentalmente dal luglio 2015 e oggi divenuto strutturale. Saranno costituiti, inoltre, gruppi di lavoro per la formazione dei dipendenti.

 

«L’introduzione della Banca Ore Etica, insieme agli altri provvedimenti, testimonia come continuiamo a essere un laboratorio di innovazione nel campo delle relazioni industriali - spiega Paolo Vasques, direttore delle relazioni industriali di Benetton Group -. Gli interventi previsti dall’accordo per migliorare il benessere dei lavoratori e valorizzare le risorse confermano inoltre la nostra volontà di mettere le persone sempre più al centro della politica aziendale».

 

La soddisfazione per la firma sul contratto integrativo, non distoglie l'attenzione dei sindacati da un'altra partita che Benetton sta giocando, quelle del rilancio dell’azienda, che ha visto il ritorno in prima linea di Luciano Benetton.

 

«Su questo fronte rimaniamo perplessi, nessuno ci ha ancora presentato un piano industriale - ha spiegato Cristina Furlan, segretario generale della FilctemCgil Treviso, alla Tribuna di Treviso -. Siamo molto preoccupati, l’azienda non ha ancora dato risposte e Luciano Benetton non ci ha mai incontrati. Sappiamo che non si possono fare miracoli per cambiare la situazione».

 

 

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