STRATEGIE

Pinault: "Vi presento la nuova Ppr"

Non più un'impresa "retail to luxury", ma una realtà integrata, pronta a raddoppiare entro il 2020 i propri ricavi: ieri François-Henri Pinault, patron di Ppr (nella foto con la moglie Salma Hayek), ha fatto il punto sul colosso da oltre 12 miliardi di euro.

 

In una conferenza stampa, alla quale oggi diversi media tra cui wwd.com dedicano un ampio spazio, Pinault ha ribadito che il futuro di Ppr è concentrato su due settori: lusso e sport/lifestyle, sui quali la company sta giocando tutte le sue carte, a discapito di insegne della gdo come Redcats, in fase di dismissione ("Forniremo aggiornamenti in proposito entro il 25 ottobre") e Fnac, la catena dedicata a libri, cd ed elettronica. "Non dimentichiamo - ha affermato - che le nazioni emergenti, dalla Cina all'Indonesia, dal Messico al Brasile e alla Russia, stanno sfornando qualcosa come tre miliardi di giovani consumatori con un'elevata capacità di spesa e questo non può che avvantaggiarci".

 

Sull'argomento acquisizioni, sia l'imprenditore che il managing director Jean-François Palus sono rimasti sul vago, ammettendo da un lato che aziende piccole o medie dal grande potenziale di sviluppo, per esempio nel segmento dell'outdoor, potrebbero essere interessanti ma, dall'altro, ribadendo la volontà di lavorare sui core brand. "A chi ci chiede se, in particolare, Lacoste farebbe al caso nostro - hanno puntualizzato - rispondiamo che preferiamo restare fuori dai conflitti famigliari (la label è al centro di una disputa, culminata nei giorni scorsi, ndr). Il discorso cambierebbe se ci fosse la possibilità di aggiudicarsi il pieno controllo".

 

Palus ha ricordato il successo di marchi come Balenciaga e Alexander McQueen, il cui business, da quando sono entrati nell'orbita della società a oggi, "è cresciuto rispettivamente di 11 e 12 volte". Come riporta il quotidiano Les Echos, non è escluso che Ppr prima o poi cambi nome: per ribadire che l'era Pinault-Printemps-Redoute è definitivamente tramontata.

 

 

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