STRATEGIE

Vionnet a caccia di investitori

Durante la conferenza sul lusso organizzata in Oman da Condé Nast International, Goga Ashkenazi - che ha rilevato Vionnet cinque anni fa da Matteo Marzotto, assumendo il doppio incarico di presidente e direttore creativo, ora coadiuvata da Albino D'Amato come design director - ha detto di essere alla ricerca di partner per il marchio. Obiettivo, espandere la rete distributiva e l'offerta di prodotto.

 

Al brand - che secondo quanto riportano i media fatturerebbe oltre 5 milioni di euro, con una presenza in un centinaio di boutique - servirebbe a quanto pare un'iniezione consistente di capitale, nell'ordine di diversi milioni di euro.

 

Intervistata da Suzy Menkes, la stilista e imprenditrice ha ripercorso gli anni dal 2012 a oggi, ammettendo di aver fatto inizialmente degli errori, in quanto outsider nel mondo della moda.

 

Errori che però le sono serviti per mettere meglio a fuoco l'essenza di Vionnet, «fatta di artigianalità, eleganza e uno stile oltre il tempo», e impegnarsi per dargli un futuro.

 

«La mia sfida - ha detto - è stata resa più difficile dal fatto di essere una donna, in un settore dove il potere è ancora degli uomini. Ma, del resto, anche Madame Vionnet, che ha fondato la maison nel 1912, lo era ed è una fonte di ispirazione».

 

Tra i piani che Ashkenazi vorrebbe realizzare per Vionnet spiccano nuovi monomarca su piazze internazionali significative come New York e Tokyo e un'estensione del raggio d'azione a profumi e occhiali, in modo da rafforzare l'impatto della label in un momento in cui, come la stessa imprenditrice ha ricordato, l'impasse dei department store statunitensi e il perdurare delle difficoltà in Russia rallentano il business (nella foto, l'autunno-inverno 2017/2018 di Vionnet, presentato in febbraio a Milano anziché a Parigi).

 

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