STRATEGIE

Yves Saint Laurent: anche l'Italia nei progetti futuri

Più travel retail, più attenzione all'Europa nelle strategie distributive, più digital, un nuovo quartier generale a Parigi nel 2018. Francesca Bellettini torna a parlare del futuro di Yves Saint Laurent, in cui anche il nostro Paese ha un posto speciale, con un monomarca in cantiere a Firenze e, a Padova, un nuovo atelier per la produzione delle calzature.

 

La case history del marchio del gruppo Kering - che nel fiscal year 2016 ha registrato ricavi per 1,2 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 25% dopo sei anni consecutivi di crescita e l'obiettivo di salire a 3 miliardi - desta l'attenzione dei media tra cui wwd.com, che ha intervistato Bellettini a tutto campo.

 

La top manager si sofferma innanzitutto sulla distribuzione, facendo il punto su un network di 159 monomarca, con 23 aperture e sei chiusure lo scorso anno.

 

La tabella di marcia prevede una media di 20 nuovi store l'anno, non solo in Paesi lontani quali il Giappone - dove è stato inaugurato il secondo shop a Ginza - e la Cina, presidiata solo nel canale retail attraverso 17 punti vendita, con l'intenzione in tre-cinque anni di arrivare a 25-30. In pole position c'è anche l'inossidabile Europa, «dove esistono interi Paesi nei quali non siamo presenti».

 

In Italia, in particolare, è in arrivo una boutique a Firenze. La Penisola è al centro di un altro progetto, che riguarda però la produzione: un atelier della scarpa, da avviare già a luglio nella zona di Padova, dopo che YSL ha deciso di internalizzare la prototipia e parte della realizzazione di pelletteria e scarpe. Nelle stime, prima di fine anno dal 7% al 10% dei prodotti in questi settori verranno fatti internamente.

 

Tornando alla distribuzione, uno dei focus - spiega Bellettini al sito americano - è sul travel retail, con uno spazio all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi e uno a London Heathrow entro fine 2017.

 

«Va comunque detto - precisa - che fare troppo affidamento sul turismo è rischioso, perché i flussi cambiano, come si è potuto riscontrare dopo gli attacchi terroristici in Europa».

 

In altri termini è il cliente in sé che va studiato, durante i viaggi, così come quando sta a casa propria: «Le abitudini di acquisto di un cinese all'estero non sono le stesse che adotta in patria. Bisogna partire da lì per capire i suoi comportamenti e fidelizzarlo».

 

Sull'era Vaccarello, appena iniziata, la ceo di YSL definisce «super positivo» il lancio delle nuove collezioni in negozio, mentre gli stivali handmade tempestati di 6mila strass al paio, saliti in passerella a febbraio, sono già in waiting list presso department store come Saks Fifth Avenue e Bergdorf Goodman, anche perché tra i preferiti di Rihanna. Questo nonostante il prezzo tutt'altro che popolare, intorno ai 10mila dollari.

 

Dall'ingresso nella maison dello stilista italo-belga, nell'aprile 2016, il numero di follower del brand su Instagram è salito del 300%, raggiungendo quota 1,7 milioni: «Anthony - dice Bellettini - ha una mentalità digital e lo si vede nelle sette campagne di cui si è occupato da quando è con noi».

 

«Tuttavia -precisa - per noi c'è ancora molto da fare in questo contesto ma con cautela, perché vogliamo essere sicuri che qualunque cosa noi facciamo non danneggi la nostra immagine».

 

Di sicuro, una delle priorità nelle strategie 2017 del Gruppo Kering è la presenza sul web e YSL non farà eccezione, concentrandosi di più sull'e-commerce e i contenuti online.

 

Il 2018 partirà invece all'insegna di un investimento nel mondo "fisico", con il trasferimento di sede da avenue George V alla Rive Gauche, all'interno di un ex convento circestense, ora in fase di ristrutturazione (nella foto, un modello della collezione autunno-inverno 2017/2018 di Yves Saint Laurent).

 

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