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Billabong pronta a rifinanziarsi, ma con chi?

L'australiana Billabong potrebbe essere ricapitalizzata, grazie a un accordo da 395 milioni di dollari australiani con un consorzio capitanato dalla società di private equity Altamont Capital Partners. Ma pare che alla società sia arrivata già una controproposta più allettante.

 

Nei piani annunciati ieri dall'azienda in difficoltà, Altamont dovrebbe ripianare 325 milioni di dollari australiani di debito, rifinanziare l'azienda e rilevare il business dell'abbigliamento active e accessori a marchio DaKine (per 70 milioni di dollari australiani, mentre era stato acquistato nel 2008 per 174 milioni).

 

Tra debito ed equity, se saranno esercitati tutti i diritti di opzione, il nuovo socio risulterà il maggiore azionista, con una quota del 40,5% di Billabong. Tra le condizioni del deal c'è pure l'uscita di scena del ceo e direttore Launa Inman, da soli 14 mesi al comando. Al suo posto dovrebbe salire Scott Olivet, manager con trascorsi in Oakley e Nike. Come co-direttori sono previsti due manager e conforndatori di Altamont, Jesse Rogers e Keoni Schwartz.

 

E mentre si sa che la trattativa in esclusiva con la cordata guidata da Altamont scadrà il 31 dicembre e che la proposta dovrà essere sottoposta all'assemblea degli azionisti, wsj.com anticipa che alcuni finanziatori avrebbero formulato una controproposta più attraente.

 

Si tratta degli americani Centerbridge Partners e Oaktree Capital Management, creditori per 267 milioni di dollari australiani, che attraverso un'operazione di debt-for-equity swap potrebbero arrivare al controllo del 60% di Billabong (nella foto, il beachwear donna in uscita nella primavera 2014, rilanciato secondo un nuovo approccio total look).

 

 

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