Sell Out

I sondaggi di Fashion: le vendite uomo ancora in difficoltà

Gli italiani continuano ad acquistare con moderazione abbigliamento e accessori maschili. A causa delle difficoltà economiche, ma anche perché i prezzi delle collezioni sono troppo elevati e le proposte più orientate ai mercati esteri, soprattutto del Far East. La stagione si è salvata in corner grazie allo shopping dei turisti stranieri e alle vendite online. Lo rivelano i 65 multimarca della Penisola che hanno risposto al nostro sondaggio.  

 

Anche questa primavera-estate il consumatore italiano si mostra disinteressato nei confronti dello shopping. Al punto che entra meno in negozio: negli ultimi 10 anni l’affluenza si è, in alcuni casi, dimezzata. Quando entra, spende  al massimo il 30-40% del suo budget pre-crisi. Se non bastasse, sono diminuiti tra il 15% e il 30% gli acquisti dei russi, i clienti stranieri big spender,  a causa della svalutazione del rublo e dei problemi politici dell’ex Unione Sovietica.

 

In questa faticosa primavera-estate anche il tempo freddo fino agli inizi di giugno non ha certo invogliato a fare shopping. Per non parlare dell’“effetto elezioni” che tradizionalmente frena la voglia d’acquisto.

 

Non può pertanto stupire che il 57% dei 65 titolari di multimarca al top intervistati da Fashion dichiarino per l’abbigliamento maschile un sell out simile a quello di un anno fa. Una performance comunque negativa: replica livelli di vendita modesti (a loro volta già risicati), mentre i costi fissi sono in continua crescita. Un altro 29% lamenta una flessione del giro d’affari.

 

Solo il 14% testimonia un incremento del fatturato. Per quanto riguarda le griffe top seller, va detto che molti intervistati esprimono una certa difficoltà nello stilare l’elenco dei nomi più richiesti, a causa del mercato poco dinamico, che fa sì che si venda poco  (prevalentemente piccoli pezzi), ma di tutto. E anche per il mutato atteggiamento del consumatore, che tende a privilegiare il prodotto, piuttosto che la firma in sé.

 

Ciò premesso, la griffe del menswear che dal nostro sondaggio emerge come la più amata dagli uomini italiani, e soprattutto dagli stranieri, è Givenchy, seguita parimerito da Dolce&Gabbanae Kenzo. Un brand, quest’ultimo, che ha trovato una rinnovata linfa vitale  grazie alla creatività di Carol Lime Humberto Leon, al punto che, nonostante esista da 40 anni,  i dettaglianti spesso lo definiscono una “new entry”.

 

L’articolo completo è pubblicato sul numero 16 di Fashion in distribuzione da oggi (nella foto, il nuovo luxury store Vinicio a Legnano, alle porte di Milano).

 

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