Sell out

I nostri sondaggi: le vendite di menswear in Italia

I risultati del nostro sondaggio“Carte in tavola”non lasciano dubbi sulla gravità della situazione: il mercato della moda maschile soffre più di ogni altro settore (d’altra parte si sa che nei periodi di crisi è l’uomo il primo a stringere i cordoni della borsa). Oltre il 90% della cinquantina di dettaglianti italiani intervistati - titolari di multimarca al top localizzati in tutta la Penisola - lamenta per l’abbigliamento una flessione del fatturato (vedi sondaggio nella sezione retail).

 

Di questi, quasi un terzo, denuncia una contrazione pari al 30%, mentre il 46% parla di un -20%. Neppure gli accessori questo autunno-inverno sono stati d’aiuto per rimpolpare il turnover: in questo caso è l’87% degli intervistati che indica una riduzione.

 

Le difficoltà che sta affrontando il trade italiano sono confermate dal dato relativo al sell out full price prima di arrivare ai saldi ufficiali: il 29% dei commercianti testimonia  di avere venduto meno del 30% del proprio assortimento, un altro 29% indica tra il 30 e il 40% e il 32% tra il 40 e il 50%. Solo un modesto, fortunato, 10% segnala una quota tra il 50 e il 60%. S

 

E si considera che, di norma, un negozio multimarca inizia a guadagnare con un fatturato a prezzo pieno almeno del 65%, i conti sono presto fatti. Tra l’altro, anche le previsioni per la primavera-estate 2013 non danno adito a facili speranze: la metà del panel teme infatti un’ulteriore flessione del fatturato e il 29% ammette di non essere in grado di formulare alcun pronostico. Non può pertanto stupire che anche sul fronte budget la parola d’ordine sia estrema cautela: il 90% dei negozianti intende tagliare i quantitativi e il 72% esprime la stessa intenzione nei confronti degli accessori.

 

L'articolo "Il nostro referendum" è pubblicato integralmente sul numero 1854 di Fashion in distribuzione in questi giorni (nella foto Tony Boutique a Magenta, in provincia di Milano).

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