Semestrali

Furla: +28% i ricavi e possibile sbarco in Borsa nel 2018

Prosegue l'accelerazione del marchio Furla, che termina il primo semestre con un incremento dei ricavi del 28% a 194 milioni di euro, di cui quasi l'80% generati all'estero.

 

Il mercato numero uno delle borse e della pelletteria Furla (nella foto, una proposta maschile della collezione autunno-inverno 2016/2017) si conferma il Giappone, in crescita del 30% nel semestre. Analoga performance negli Usa, mentre l'Asia-Pacifico rivela un +22%. In Europa l'incremento delle vendite è stato del 26%, Italia esclusa che ha totalizzato un +34%.

 

Nei sei mesi il marchio bolognese ha raggiunto la vetta dei 425 monomarca (uno dei più recenti a Hong Kong, all’interno del Miramall), il 50% dei quali di proprietà e il resto in franchising. Nel complesso Furla conta circa 1.200 punti vendita nel mondo, ma presto le aperture saliranno con opening a Londra (Brompton road) e a Parigi (rue Saint-Honoré).

 

Tra i canali più dinamici c'è il travel retail, che ha raggiunto i 223 punti vendita e ha messo a segno un +38% dei ricavi.

 

«La qualità, la freschezza e l’innovazione dei nostri prodotti - commenta il nuovo direttore generale, Alberto Camerlengo - sono riconosciuti ovunque nel mondo: obiettivi raggiunti grazie al grande impegno e alla dedizione di tutto il team».

 

«Continuiamo a perseguire ulteriori obiettivi di crescita - ha anticipato - ampliando la gamma dei prodotti, aprendo nuovi canali distributivi, rafforzando le relazioni esistenti e puntando a nuovi e stimolanti progetti futuri».

 

Il gruppo, che ha archiviato il 2015 con un fatturato 2015 pari a 339 milioni (+30%), procede a passo spedito in vista della quotazione in Borsa: progetto di cui si parla da tempo e che ha preso più concretezza dopo l'intesa, lo scorso maggio, con Tip.

 

La società d'investimento che fa capo a Giovanni Tamburi si è impegnata a sottoscrivere integralmente un prestito obbligazionario da 15 milioni di euro, che si convertirà automaticamente in azioni Furla Spa al momento della quotazione. L'intesa prevede pure che Tip sottoscriva altri 15 milioni all'atto del collocamento.

 

«La famiglia ha sempre reinvestito nell'azienda e non siamo esposti con le banche - spiega il presidente Giovanna Furlanetto in un'intervista rilasciata oggi a Il Sole 24 Ore -. Potremmo continuare con le nostre forze, ma per conquistare quote di mercato all'estero servono investimenti in distribuzione, marketing, comunicazione e digitale, che non sono molto lontane da quelle dei grandi gruppi del lusso».

 

L'Ipo - come ha detto più volte l'imprenditrice - permetterà anche di premiare il management e tutte le persone che lavorano con il marchio. Quanto alla data, dipenderà dalle condizioni di mercato, ma è quasi certo che sarà nel 2018.

 

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