Semestrali

Metà dell'anno "très satisfaisant" per Ppr

Si dichiarano soddisfatti, nel Gruppo Ppr che, con l'obiettivo di concentrarsi su lusso (nella foto il flagship Gucci che ha recentemente aperto a Seoul) e sportswear, ieri ha annunciato la cessione del 29,8% di Cfao (realtà della distribuzione nel settore farmaceutico e dell'automotive). La società ha, infatti, terminato la prima metà dell'esercizio con un +16,7% nei ricavi e un +20,4% del risultato operativo.

 

Nel semestre le vendite hanno totalizzato 6,4 miliardi di euro, mentre l'ebit ha toccato quota 815 milioni. L'utile si è attestato a 542 milioni, in aumento del 25%. Il polo Luxe, in particolare, ha raggiunto i 2,9 miliardi di giro d'affari, in incremento del 30,7%: performance che riflette il +17,7% del brand Gucci (a 1,7 miliardi di fatturato), il +44,3% di Bottega Veneta (a 429,5 milioni), il +46,4% di Yves Saint Laurent (a 223,5 milioni) e il +70,9% degli altri marchi (a 543,7 milioni). Il polo Sport & Lifestyle, dove il peso preponderante è dato dal brand Puma, è invece cresciuto del 17% a 1,7 miliardi. Nel business del retail, la catena Fnac, per la quale è in atto un piano di rilancio, ha registrato un -1,1% dei ricavi, a 1,8 miliardi.

 

A livello di risultato operativo, nel periodo in esame il business del lusso ha superato i 727 milioni di euro, con un +30,4%, mentre il segmento sportivo ha accusato un -9,2% a 151,4 milioni. Analizzando le singole maison spicca l'ebit di Ysl, più che triplicato a 24,7 milioni, ma anche il +58,4% di Bottega Veneta, che sfiora i 130 milioni. L'utile operativo di Gucci è salito del 18,7% a 521 milioni, mentre gli altri marchi in portafoglio, nel oro complesso (si tratta, tra gli altri, di Stella McCartney, Alexander McQueen, Segio Rossi e Brioni) sono saliti del 70% a 51,5 milioni.

 

"Le forze che hanno permesso la solidità dei risultati di Ppr nel primo semestre saranno attive anche nella seconda parte dell'anno", rassicurano dal gruppo francese. "L'alta gamma - spiegano - continuerà a beneficiare del dinamismo dimostrato perché ogni brand offrirà ai consumatori di riferimento prodotti ogni giorno più creativi e desiderabili. Sullo sport e il lifestyle impatterà l'accelerazione del programma di investimenti di medio termine relativi a Puma".

 

Un percorso non troppo difficoltoso per la società, visto che lo scorso aprile ha rafforzato la posizione finanziaria con l'emissione di un bond a sette anni da 500 milioni di euro, e prima ancora, in gennaio aveva lanciato sul mercato ulteriori obbligazioni per 250 milioni, portando a 750 milioni il prestito con scadenza 8 aprile 2015.

 

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