Semestrali

Prada rallenta la discesa di ricavi e utili

Nei sei mesi terminati il 31 luglio il Gruppo Prada ha totalizzato 1,47 milioni di fatturato, in calo del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 (terminato in flessione dell'11%). Cresce il margine lordo (dal 72,2% al 74,1%) per via della «migliore qualità dei ricavi».

 

Come emerge dal report semestrale, le performance beneficiano di una ridotta incidenza delle vendite promozionali.

 

In Europa i brand del gruppo (oltre a Prada, Miu Miu, Car Shoes e Church's) hanno registrato un calo del 7,7% e sul mercato americano la diminuzione è stata del 3,7%.

 

Consumi deboli in Medio Oriente (-11,7%) e Giappone (-14%), mentre nel resto dell'Asia-Pacifico la società ha registrato un +0,4% (-0,6% a cambi costanti). In Greater China, in particolare, le vendite sono aumentate del 5,2% a cambi costanti.

 

L'ebitda semestrale è diminuito a 279,6 milioni (-15%, ma aveva registrato un -25% un anno prima) e l'ebit è sceso a 166,8 milioni (-22%, dal precedente -27%). L'utile si è attestato a 116 milioni (da 141,9 milioni, -18%).

 

«Il lavoro di complessa ristrutturazione di tutti i processi operativi - commenta il ceo Patrizio Bertelli - prosegue efficacemente ma non può dirsi ancora concluso».

 

E aggiunge: «Si conferma l’andamento positivo dell’abbigliamento, in crescita da più stagioni, e delle nuove proposte di pelletteria, che hanno avuto un ottimo riscontro ovunque. Restiamo peraltro ancora impegnati nella costruzione di un’offerta completa in termini di fasce di prezzo».

 

Nell'annunciare il lancio dell'e-commerce in tutti i mercati, Cina compresa, Bertelli si dichiara fiducioso «che le azioni impostate siano la giusta risposta per tornare a far crescere stabilmente ricavi e margini, seppur coscienti che stanno richiedendo tempi più lunghi del previsto per produrre gli effetti desiderati».

 

Nella prima metà dell'esercizio Prada ha investito 105,6 milioni di euro tra retail (circa un centinaio di restyling per adeguare gli store ai nuovi codici estetici dei brand) e supply chain, in particolare per sviluppare ulteriormente la capacità industriale e logistica del gruppo (nella foto, la sfilata maschile Prada primavera-estate 2018).

 

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