Semestrali

Profitti in calo per Burberry. Ma «forte riscontro» dopo lo show straight-to-consumer

Il gruppo britannico Burberry archivia i primi sei mesi dell'esercizio con un calo del 34% dei profitti ante-imposte a 102 milioni di sterline. Il chief creative e ceo Christopher Bailey (nella foto) è fiducioso di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

Nei sei mesi terminati in settembre, gli utili pretasse "adjusted" sono diminuiti del 4% a 146 milioni di sterline, poco al di sopra delle stime degli analisti riportate da Bloomberg (145,3 milioni). La discesa risulta del 24% se non si tiene conto dell'effetto cambi.

 

In ottobre il brand aveva anticipato il trend dei ricavi, saliti del 5% a 1,16 miliardi di sterline (-4% a cambi costanti). Tenendo conto delle singole divisioni, il business maggiore degli accessori ha registrato un -1% a 426 milioni di sterline, mentre il womenswear ha registrato un -6% a 324 milioni. Il terzo più importante business, quello dell'abbigliamento maschile, è rimasto invariato a 271 milioni. Particolarmente dinamico il childrenswear, salito del 9%, poco sotto i 50 milioni di sterline.

 

Bailey - che dal prossimo anno sarà sostituito nel ruolo di ceo da Marco Gobbetti, attuale chairman e ceo del brand francese Céline - intende continuare a rafforzare il posizionamento del brand nel retail (anche attraverso il rilancio del sito web) e nel wholesale (beauty compreso).

 

Parla inoltre di un «eccezionale» interesse per la sfilata di settembre, la prima "straight-to-consumer" che, in più, univa il menswear e il womenswear: l'evento ha superato i 15 milioni di visualizzazioni (tra piattaforme di proprietà e dei partner). L'iniziativa di permettere l'acquisto dei capi in sfilata in store e online contemporaneamente ha avuto un «forte riscontro».

 

Entro il 2019 il gruppo di Londra prospetta risparmi di costo pari a 100 milioni di sterline, 20 dei quali già possibili nel fiscal year 2017.

 

Come prevede il piano di ristrutturazione annunciato in maggio, Burberry intende semplificare l'offerta (con una riduzione del 15-20% delle opzioni) ma punterà molto sul segmento borse, in forte ascesa.

 

Nell'esercizio fiscale 2017, che ha in programma l'apertura di 15 store a fronte di un numero analogo di chiusure, il management stima una crescita dei ricavi "low single-digit", mentre il wholesale è previsto in flessione.

 

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