Semestrali

Swatch: -52% l'utile ma emergono segnali di recupero

Swatch Group conferma il deciso calo degli utili anticipato una settimana fa. I primi sei mesi dell'esercizio sono terminati con un risultato netto di 263 milioni di franchi svizzeri: il 52% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Recuperi in luglio, soprattutto nei brandi di lusso.

 

Il gruppo svizzero dell'orologeria ha accusato una flessione dei ricavi dell'11,4% a 3716 franchi, che riflette il -11,3% nel business orologi e gioielli. Il risultato operativo è più che dimezzato a 353 milioni (-53%) a causa dell'andamento sfavorevole dei cambi, del minore sfruttamento della capacità produttiva e della strategia di lungo periodo che, come spiega l'azienda, «prevede di continuare a investire nei collaboratori, nei prodotti e nel marketing».

 

Tra i segnali positivi, i miglioramenti nella Cina continentale dove, nelle prime settimane di luglio, si è assistito a una crescita del segmento lusso (Breguet, Blancpain, Omega e Longines, tra i marchi in portafoglio). A Hong Kong, invece persistono forti incertezze presso i rivenditori terzi locali.

 

Il gruppo dovrebbe beneficiare del cambio favorevole della sterlina e dei segnali di ripresa del turismo in Spagna e Italia, mentre in Francia e Belgio si ipotizza una situazione difficile. Altri impulsi positivi sono stimati dalle Olimpiadi di Rio, dove Swatch è impegnata con Omega, timekeeper ufficiale dei Giochi Olimpici (nella foto, il campione di nuoto Michael Phelps, brand ambassador di Omega).

 

Un miglioramento sul fronte cambi dovrebbe portare Swatch a chiudere il 2015 con un risultato «vicino o equivalente» a quello del 2015.

 

Nel lungo termine andrà a vantaggio della scietà la forte verticalizzazione della catena produttiva in Svizzera : secondo la nuova normativa Swiness, dal 2017 almeno il 60% dei costi di produzione dovrà essere realizzato nella confederazione elvetica, diversamente non si potrà parlare di "Swiss made".

 

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