Sentenze

Crac Burani: per i giudici una "frode articolata per pompare il titolo" in Borsa

Alla base della vicenda che ha portato al fallimento del Gruppo Burani e alla condanna a sei anni di carcere del patron Walter Burani e del figlio Giovanni c'è un "quadro di frode veramente molto articolato e profondo".

Lo ha scritto Piero Gamacchio, presidente della terza sezione del Tribunale di Milano, nelle motivazioni della sentenza con cui i due imprenditori, lo scorso febbraio, sono stati ritenuti colpevoli bancarotta fraudolenta.

 Secondo il giudice, "lo scopo di questa frode è quello di pompare artificiosamente il titolo" in Borsa. Nel ribadire che il gruppo aveva un rapporto "anomalo" con il mercato, ha parlato di "alterazione del quadro informativo offerto" anche "in occasione di alcune significative operazioni straordinarie", come, l'acquisto "carta contro carta di Mandarina Duck, nella quale era sottaciuta l'esistenza di opzioni put a favore degli acquirenti di azioni Antichi Pellettieri".

 

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