Sicurezza

Bangladesh: varata (e già criticata) una nuova legge sul lavoro

Dopo il tragico crollo del Rana Plaza, lo scorso aprile in Bangladesh, il parlamento ha varato una nuova legge sul lavoro, nel tentativo di adeguarla agli standard internazionali. Tuttavia, secondo Human Rights Watch (Hrw) non basta a proteggere i diritti dei lavoratori.

 

La nuova normativa sul lavoro prevede, tra le novità, il diritto di creare un sindacato, anche senza il permesso dell'azienda, la costituzione di un fondo previdenziale e la liquidazione di fine lavoro. Lo scopo, come riporta l'agenzia Ansa, è quello di ridurre lo sfruttamento di circa 4 milioni di operai, soprattutto le donne, che producono abbigliamento per le maggiori catene mondiali della moda e che ricevono salari di 38 dollari mensili, tra i più bassi al mondo.

 

"Il Bangladesh ha disperatamente bisogno di rimuovere l'attenzione dal disastro del Rana Plaza e sta mostrando che si prende cura dei diritti dei lavoratori", ha dichiarato Phil Robertson, vicedirettore per l'Asia di Hrw, l'organizzazione indipendente che si batte per la difesa e la protezione dei diritti umani. "La nuova legge - ha aggiunto - sarebbe una buona notizia se adottasse completamente gli standard internazionali. Ma la triste realtà è che il governo ha espressamente limitato i diritti base dei lavoratori, esponendoli a continui rischi e allo sfruttamento da parte delle imprese".

 

Come è noto, dopo il crollo del Rana Plaza - dove sono morte circa 1.100 persone, per lo più operai tessili - una settantina di aziende (soprattutto europee, tra le quali H&M, Inditex e Benetton) hanno siglato un accordo per la sicurezza sul lavoro in Bangladesh ("Accord on Fire and Building Safety") che ha portato alla raccolta di fondi, alla costituzione di uno steering committee e, lo scorso 8 luglio, alla firma di un memorandum of understanding che riconosce la necessità di avviare una serie di controlli nelle aziende, con il coinvolgimento dei maggiori sindacati e dei lavoratori. Dagli 80 ispettori risultanti nel 2008 si dovrebbe arrivare a 280 per la fine del 2013, mentre l'obiettivo di lungo periodo e incrementare le ispezioni con il contributo di 800 ispettori, come spiegano dalla Hrw.

 

Sempre ai primi di luglio, alcuni retailer del Nord America tra i quali Gap e Wal-Mart hanno unito le loro forze, e 42 milioni di dollari in un fondo, per implementare un piano quinquennale sulla sicurezza delle imprese in Bangladesh, "parallelo" e del tutto indipendente rispetto al patto siglato dagli europei. E in molti ora si chedono se un'azione compatta e globale non risulterebbe più incisiva ed efficace, per centrare l'obiettivo di migliorare le condizioni dei lavoratori del Bangladesh.

 

 

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