Stati Uniti

Neiman Marcus diventa "omnichannel". E forse sbarcherà a New York

Per andare incontro alle esigenze di un mercato sempre più omnichannel, Neiman Marcus Group riunisce in una sola struttura, definita “brand”, la gestione dell’offline (i department store), dell’online e delle vendite per corrispondenza. Alla guida della nuova realtà, dal 14 aprile, ci sarà Jim Gold. E tra le novità, forse anche lo sbarco a New York.


Come riporta wwd.com, il più importante cambiamento introdotto nella nuova organizzazione riguarda il ruolo dei manager: tutti avranno responsabilità “omni”,  ovvero si occuperanno contemporaneamente dei negozi, delle vendite per corrispondenza e dell’e-commerce. I buyer, invece, continueranno a mantenere una competenza specifica per singolo canale di vendita.


«Agli occhi dei nostri clienti - spiega Karen Katz, presidente e chief executive officer di Neiman Marcus Group - noi siamo un unico marchio. Inoltre i consumatori non fanno più differenza tra l’online e l’offline. E da adesso anche noi ci adeguiamo».

 

Alla nomina di Gold - arrivato nel gruppo di Dallas nel 1991 - a presidente e chief merchandising officer del brand Neiman Marcus segue quella di John Koryl, che diventa presidente degli store e dell’online.  Koryl dal 2011 guida il business e-commerce del retailer americano, che lo scorso anno ha superato il miliardo di dollari di vendite.

 

La notizia di questa riorganizzazione arriva dopo quella di un possibile sbarco a New York di Neiman Marcus - storicamente presente in varie città americane, ma non nella Grande Mela - che pare sia in trattative con l’immobiliare Hudson Yards per inaugurare un department store sulla West Side di Manhattan. Dal gruppo non commentano la news, riportata dal New York Post.

 

Esperti di retail sostengono comunque che la scelta di questa location sarebbe un po’ azzardata perché  la parte Ovest di Manhattan non garantisce un flusso significativo di clientela di alto livello.

 

Inoltre Neiman dovrebbe risolvere un problema di non concorrenza nei confronti di Bergdorf Goodman, che da decenni è nelle sue mani, ma paga l’affitto alla famiglia del fondatore Goodman

 

Secondo una fonte di wwd.com, quando l’insegna fu ceduta dai Goodman a Neiman Marcus venne firmato un confidential agreement in base al quale il gruppo texano si impegnava a non aprire un punto vendita a Manhattan. Non si sa se questo accordo sia ancora valido. O se i Goodman dovrebbero comunque essere ricompensati. Perché il rischio di cannibalizzazione è elevato. (Nella foto la sede di Neiman Marcus a Dallas).

 

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