Stati di crisi

Malo chiede il concordato preventivo. I sindacati annunciano azioni di lotta

Malo, marchio noto per le collezioni in cashmere di alta gamma, ha chiesto l’ammissione alla procedura di concordato preventivo “con riserva” presso il Tribunale di Firenze.

 

La società, come si legge in una nota, si propone di perseguire l’obiettivo di «preservare la “continuità aziendale”, nel contesto della Procedura di concordato, individuando un partner che possa risanare l'azienda».

 

«Con provvedimento del 30 agosto 2017 - fanno sapere dall'azienda di Campi Bisenzio - il Tribunale di Firenze ha concesso termine per il deposito della proposta concordataria completa con il piano e la documentazione di cui al secondo e terzo comma dell’art. 161 della legge fallimentare».

 

Per la ricerca di un possibile partner la proprietà (una società cipriota che fa capo a imprenditori russi) ha scelto come advisor LABS Investments. Per l’operazione concordataria sono stati incaricati lo studio Ergon di Angelo Cisotto (per gli aspetti finanziari e contabili) e lo studio La Scala (per gli aspetti legali).

 

I sindacati annunciano azioni di lotta con sciopero e manifestazione dei lavoratori. Inoltre chiedono la riapertura del tavolo di crisi, a causa della «perdurante mancanza di prospettive».

 

Secondo Filctem Cgil e Femca Cisl di Firenze negli ultimi incontri al Ministero, l'azienda ha chiesto la cassa integrazione straordinaria con esito negativo. Nel piano industriale mancherebbero gli investimenti necessari al rilancio degli stabilimenti produttivi, e la proprietà avrebbe intenzione «sia di vendere i “gioielli di famiglia”, cioè il negozio di via Montenapoleone a Milano, sia di dare all’esterno la licenza di produzione per il mercato estero di Cina e Usa».

 

«Non essendo stata fatta alcuna ricapitalizzazione - dicono i sindacati - nella fabbrica di Campi Bisenzio si è alla paralisi dell’attività per mancanza di liquidi: non si possono produrre gli ordinativi, manca persino il filato».

 

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