Stati di crisi

Sixty: forse per i dipendenti arriva la cassa integrazione

Sarebbe in dirittura d'arrivo la trattativa con le banche locali per l'erogazione della cassa integrazione ai dipendenti del Gruppo Sixty, da mesi senza reddito. Intanto si attende il primo luglio per l'approvazione del concordato preventivo, senza il quale l'azienda di Chieti rischia il fallimento.

 

Secondo i media locali, l'ipotesi che una banca convenzionata, con l'intervento di Confindustria, anticipi ai dipendenti la Cig (si parla di 700 euro mensili) è anche il frutto del lavoro dei due commissari liquidatori - l'avvocato Pierluigi Pennetta e il commercialista Lucio Raimondi - nominati in aprile dal Tribunale di Chieti per la gestione del concordato di continuità (alternativa al fallimento prevista dalla nuova legge fallimentare, che permette a una società in crisi di continuare l'attività, seppure a regime ridotto).

 

La società dietro a marchi come Miss Sixty, Energie e Killah, rilevata nel maggio 2012 dal fondo panasiatico Crescent HydePark, grazie al concordato impiega 50 dei circa 350 dipendenti totali. Ora attende l'ok dall'adunanza dei creditori - si parla di 3mila, di cui una cinquantina di banche, e di debiti per circa 400 milioni di euro, a fronte di un attivo di circa 100 milioni - fissata per il primo luglio, senza il quale rischia il fallimento. Nuovi dettagli sul piano industriale dovrebbero essere rivelati dall'azienda il 6 di questo mese.

 

 

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