Statistiche

Hong Kong: vendite retail in calo per il terzo mese consecutivo

Vendite al dettaglio di nuovo in flessione a Hong Kong. Il dato di maggio mostra un calo dello 0,1%, in valore, rispetto a un anno prima. Pesano i minori acquisti, soprattutto nei settori gioielli e orologi, da parte dei turisti continentali.

 

In base a quanto riportato dal Census and Statistics Department, il -0,1% di maggio segue alla diminuzione delle vendite del 2,1% registrata in aprile e al -2,9% di marzo.

 

Il mese scorso sono aumentati i volumi: +4,6%, dopo il +2,5% di aprile e il +0,8% di marzo. Nel trimestre chiuso a fine maggio, però, gli stessi sono scesi del 4,1% rispetto allo stesso quarter del 2014.

 

Un portavoce del governo ha spiegato che il rallentamento della spesa dei turisti resta considerevole, in particolare nei gioielli e orologi. In generale i regali di lusso continuano a registrare una flessione dei ricavi a doppia cifra, su base annuale.

 

Come riporta Reuters, preziosi e segnatempo hanno accusato un -14,9% in maggio (-19,5% in aprile e -18,6% in marzo). Medicinali e cosmetici hanno registrato un -1,9% (-3% in aprile e -3,3% in marzo). In base alle statistiche dell'Hong Kong Tourism Board, i turisti mainland arrivati a Hong Kong in Aprile è salito dell'1% dal +14,7% di un anno prima e dopo il -10% di Marzo 2015.

 

Il trend delle vendite di breve periodo dipenderà soprattutto dal flusso dei turisti, mentre i consumi interni dovrebbero essere supportati dalla stabilità sui fronti occupazione e redditi.

 

Già tra novembre e gennaio del 2014 le vendite retail nell'ex colonia britannica erano state colpite a causa delle ripetute proteste del movimento per la democrazia Occupy Central. Le tensioni si sono però allentate dopo che a metà giugno il parlamento di Hong Kong, dando voce ai manifestanti, ha respinto il pacchetto di riforme elettorali voluto da Pechino. In aprile invece si è avuto notizia che la Cina ha vietato i visti multipli di accesso a Hong Kong agli abitanti di Shenzhen, città della provincia meridionale di Guangdong. Una decisione presa per contrastare il fenomeno degli acquisti da parte dei cinesi, che approfittano delle tasse basse per poi rivendere a prezzi più alti sul mercato domestico.

 

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