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Mediobanca: la moda italiana fa meglio della grande manifattura

Le aziende italiane della moda battono quelle della grande manifattura nei numeri. Trainata dai 15 big del settore, la fashion industry si mette in evidenza per ricavi, margini e forza lavoro, come emerge dall'indagine annuale di Mediobanca.

 

La ricerca ha preso in esame le 143 maggiori aziende nazionali della moda, che nel 2014 hanno totalizzato almeno 100 milioni di euro di ricavi.

 

Nel 2014 la grande manifattura italiana ha accusato un calo del fatturato dello 0,8%, contro il +5,8% del fashion e il +5,6% delle 15 maggiori realtà del comparto. A livello di ebit margin, la moda ha segnato un +9,3% (+12,3% i 15 gruppi top, il doppio rispetto al +6% della grande manifattura).

 

La crescita del 2014 si deve soprattutto alle vendite nei mercati esteri: +4,6% in Europa e +6,4% nei mercati extra-europei. Nell'anno le esportazioni hanno rappresentato il 60% del giro d'affari totale. Le aziende più export oriented sono nell'occhialeria (le vendite all'estero sono il 90% del totale) e nella pelletteria (70%).

 

Nel periodo 2010-2014 i ricavi aggregati della moda sono saliti del 27,7% a 58,1 miliardi di euro. I 15 big hanno registro un +30,8% a 27,8 miliardi, con Prada in testa (+73,5%), seguita da Ferragamo (+70,8%), Calzedonia (+63,8%), Moncler (+61,9%) e Armani (+59,7%).

 

La moda si distingue anche per la solidità finanziaria. L'incidenza del debito sui mezzi propri è pari al 36,8% nel 2014, in calo del 9% sul 2010.

 

Tra il 2010 e il 2014 l'industria italiana del fashion ha inoltre registrato un +22,7% delle assunzioni: si tratta di 58mila dipendenti in più, che hanno portato la forza lavoro del settore a 316mila unità a fine 2014. L'incremento è stato trainato dalle 15 maggiori aziende che, nel complesso, hanno registrato un +34% nei cinque anni analizzati. I gruppi che hanno assunto di più sono Calzedonia, Luxottica, Prada e Armani.

 

 

I ricercatori di Mediobanca (nella foto, la sede milanese) hanno confrontato le performance della moda italiana con quelle dei rivali francesi. Le realtà del nostro Paese, in estrema sintesi, sono di dimensioni inferiori a quelle dei cugini d'Oltralpe ma crescono con la stessa velocità e sono più solide dal punto di vista finanziario.

 

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