Strategie

Airoldi (Paul&Shark): «Focus su UK e Far East. E-commerce in arrivo»

La creazione di una società che segue l'area Asia-Pacific per la gestione diretta del Far East, un'importante apertura a Singapore, l'opening del primo store nel Regno Unito a Londra e l'intenzione di tornare presto a Pitti Uomo: Enrico Airoldi, new entry in Paul&Shark con il ruolo di direttore generale, fa il punto della situazione sulle strategie dell'azienda. In attesa del debutto dell' e-commerce.

 

L'arrivo di Enrico Airoldi in Paul&Shark, con il ruolo di direttore generale, coincide con un momento di grande dinamismo per l'azienda di Varese da 150 milioni di fatturato, capitanata dal ceo e owner Andrea Dini. Segnali chiari di un dinamismo che non è un punto di arrivo ma un trampolino di lancio verso nuovi progetti. Ne parla a fashionmagazine.it Enrico Airoldi, alla sua prima intervista per conto della label.

 

Il suo arrivo con il ruolo di direttore generale, l'ufficio comunicazione che si arricchisce di nuove figure: cosa sta maturando in Paul & Shark?

L’attivazione dell'ufficio stampa interno è un passo significativo per la creazione del team di  comunicazione Paul&Shark che, lavorando in modo sempre più integrato con tutti gli altri dipartimenti interni, rappresenta un asset fondamentale per la crescita del marchio. Siamo un brand distribuito in oltre 73 Paesi: una realtà globale che necessita dello sviluppo di una comunicazione integrata.

 

Il 27 aprile avete inaugurato a Londra il primo store nel Regno Unito: quali gli obiettivi in questo Paese?

La prima boutique Paul&Shark nel Regno Unito, in Regent street, occupa 200 metri quadri e si trova nell’esclusiva Regent Street St. James’s, il progetto di real estate che ha ridisegnato i confini della shopping area del West End. Lo store si caratterizza per il nuovissimo concept, che reinterpreta elementi iconici dell'heritage della label. Come ha dichiarato Andrea Dini: «Londra è capitale europea per diversi settori, dalla finanza al fashion. Stiamo crescendo in questo mercato grazie a consumatori attenti e sofisticati, che apprezzano capi dalle elevate performance tecniche unite al know-how artigianale del made in Italy. Regent Street è una location ideale, meta di un pubblico internazionale, ma soprattutto di giovani, cosmopoliti e digital-oriented».

 

Quali gli altri opening importanti?

Maggio è iniziato con un’altra importantissima apertura, la nuova boutique Paul&Shark a Singapore, nel Marina Bay Sands, che ha sancito l'avvio delle operazioni della newco Paul&Shark Asia Pacific, che dallo scorso gennaio gestisce direttamente il Far East.Abbiamo deciso infatti di essere presenti direttamente in Cina, Hong Kong, Singapore e Taiwan, con un grande investimento, realizzando il takeover dei circa 50 store aperti dal precedente partner locale, ImageX group, satellite dell'orbita del The Lane Crawford Joyce Group. Il Far East è da sempre un mercato molto importante per Paul&Shark e vediamo un potenziale ancora maggiore nel prossimo futuro.

 

Negli Stati Uniti siete scesi in pista con M5 Showroom: cosa vi aspettate da questa liaison?

Il motivo che ci ha portati a questo cambiamento è la volontà di rafforzare e far crescere la presenza del nostro marchio in Nord America. M5 ha aperto il mercato a realtà come Stone Island, Herno e Moncler in questo mercato.

 

Ci sono altri Paesi dove volete approdare?

Il brand è presente in 73 nazioni, con circa 250 monomarca e oltre 2mila negozi wholesale, ma stiamo lavorando per rafforzare le aree dove siamo già presenti, oltre a rinnovare delle partnership consolidate. Ci stiamo inoltre affacciando a mercati nuovi per Paul&Shark, quali Giappone e Corea. In Giappone abbiamo appena siglato un accordo con un partner solido, mentre in Corea stiamo operando per selezionare la migliore collaborazione.

 

Come cambia il prodotto e quale oggi il target di consumatore a cui vi rivolgete?

Paul&Shark mantiene i valori e il dna del brand, unitamente a una ricerca mirata sulle prestazioni dei tessuti e sulle performance tecnologiche. La nuova campagna pubblicitaria si caratterizza per il concept, mirato ad abbracciare diverse generazioni. I soggetti fotografati non sono semplici modelli ma persone vere, con interessi e vite reali. “Me and My Paul&Shark” è il nuovo pay-off aziendale, scelto per accompagnare il forte messaggio visivo.

 

A che punto siete con il processo di digitalizzazione?

Stiamo sviluppando un sito e-commerce interamente e in ottica omnichannel. Abbiamo mappato tutti i processi e aggiornato le piattaforme software di retail a supporto della digitalizzazione. Siamo partiti con un progetto e-commerce pilota in Regno Unito. Entro la fine dell’anno partiremo con la nostra piattaforma e-commerce, inizialmente in Europa.

 

Quali gli obiettivi di fatturato per il 2017?

Il 2015 ha coinciso con il deconsolidamento del fatturato della nostra partnership nel Far East. Il 2016 si è attestato su un fatturato di 150 milioni. Prevediamo di crescere single digit nel 2017. Il principale mercato è l’Europa, che rappresenta più del 50% dell'export, con Inghilterra, Germania e Spagna pari livello. A seguire, la Russia e il Far East con un 25%, il Medio Oriente, in cui includiamo anche il Nord Africa e, molto importante, il Canada. Abbiamo una discreta presenza anche in America Latina, con il Messico in testa, ma anche nell’area dei Caraibi, in cui stiamo aprendo dei monobrand. Per l’Italia, nostro interlocutore storico, così come per gli Stati Uniti, abbiamo in cantiere dei progetti, che presto sveleremo.

 

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