Strategie

Andrea Bucalossi: «Il balzo di Mr&Mrs Italy. Fatturato più che raddoppiato»

Crescita fulminea per Mr&Mrs Italy: il luxury brand che ha fatto dell'accoppiata parka-pelliccia il suo trademark, vola a 37 milioni di euro nel 2016, dai 14 del 2015. Il segreto? «Abbiamo puntato su tre aspetti basilari: prodotto, canale e marchio - racconta l'a.d. Andrea Bucalossi -. Il nostro obiettivo per il 2020? Arrivare a 100 milioni»

 

«Con la nostra interpretazione in chiave luxury-fashion - racconta Bucalossi, che nel 2014 ha preso il controllo della Jo No Fui di Alessia Giacobino, cui faceva capo la label - abbiamo dato al parka una nuova immagine, disegnando un capo funzionale, comodo e pratico, ma anche super esclusivo».

 

«Una proposta - prosegue - per clienti alla ricerca del lusso come esperienza personale, privata in un certo senso, visto che i nostri capi si caratterizzano per la presenza della pelliccia all'interno, oltre che per i colli in pelo colorato, che sono la nostra parola d'ordine».

 

Volpe, visone, zibellino, ma anche pellicce animal friendly come il mongolia e lo shearling: i parka di Mr&Mrs Italy si caratterizzano per il pregio dei materiali impiegati e per una produzione interamente made in Italy, in laboratori selezionati, da cui nascono proposte in vendita tra i 3mila e gli 8mila euro sell out.

 

«Abbiamo conquistato spazi importanti nei migliori negozi a livello mondiale, da Shinsegae a Seoul a Shin Kong Place a Pechino, da Lane Crawford a Hong Kong a Harrods, Selfridges, Browns a Londra, fino a Sugar, Antonia, LuisaViaRoma e Silvia Bini in Italia. Per un totale di oltre 350 canali nel mondo, di cui 70 in Italia».

 

Ora è il momento di spingere sul retail: «Nel maggio 2014 abbiamo inaugurato la prima vetrina a Milano, in via Bagutta e nel 2015 è stata la volta di Hong Kong, nel department store Ifc, dove siamo partiti con un temporary e dove tra un mese approdiamo con un permanent».  «Nel 2016 - prosegue Bucalossi - è stata la volta di New York, sulla Madison, e adesso siamo pronti per una nuova apertura a Hong Kong, oltre che per due punti vendita in Cina, entro l'estate».

 

Strategico il ruolo dell'e-commerce, che oggi rappresenta l'8% del giro di affari sulla piattaforma proprietaria e che diventa parte di una strategia multicanale. C'è poi il lavoro sul brand, affidato alla responsabile comunicazione worldwide, Benedetta Pistillo, che ha puntato sul celebrity endorsement, partendo da nomi come Gigi Hadid, Rihanna, Olivia Palermo e Heidi Klum, per dare slancio al canale dei social, da Instagram a YouTube, da Facebook a WeChat, fino a Weibo in Cina.

 

Questi i capisaldi della strategia di rilancio del marchio, che ha portato al risultato del 2016: un giro di affari di 37 milioni di euro, di cui il 45% rappresentati dall'area Apac, il 35% dall'Emea e il 20% dal Nord America, con l'Italia che da sola copre il 10% del fatturato e con il menswear che rappresenta una fetta del 20%.

 

Un punto di partenza, più che di arrivo, visto che Bucalossi mira a raggiungere il traguardo del 2020 a quota 100 milioni e di posizionarsi tra i 50 e i 60 milioni già nell'anno in corso.

 

Un business che evolve anche con la brand extension: «Abbiamo introdotto i trench e i bomber, con cui copriamo la spring, che oggi vale un quinto del fatturato - precisa Bucalossi -. Dalla primavera-estate abbiamo inserito le calzature: zeppe, ankle shoes, boot, sneaker, sandali e ciabatte, tutti rigorosamente con il pelo colorato. E ci sono anche le borse».

 

Adesso tocca a Jo No Fui: «Dopo aver congelato il marchio nel 2013, torniamo all'attacco dal prossimo autunno-inverno con una proposta di activewear di lusso, partendo dal womenswear - annuncia Bucalossi -. Un'operazione guidata dall'a.d. Fabio Leoncini».

 

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