Strategie

Artemide ritenta l'Ipo in autunno. «La macchina è pronta»

Artemide tenterà di nuovo la quotazione in Borsa. Dopo che l'iter era stato abbandonato un paio d'anni fa l'azienda di design progetta di sbarcare in Piazza Affari in autunno. «La macchina è pronta e se il mercato lo è altrettanto, bene, altrimenti si rimanda», ha annunciato Ernesto Gismondi.



Alla vigilia del Salone del Mobile, il fondatore e presidente di Artemide ha approfittato dell'evento di presentazione delle novità dell'azienda per fare il punto sul progetto Ipo, più volte annunciato e ora tornato d'attualità. «L'azienda era quasi pronta, con i libri in mano, da consegnare alla Consob, ma il mercato non era favorevole», ha ricordato parlando con la stampa.



«Abbiamo spostato il tutto in autunno. Io non svendo Artemide. Se penso di guadagnare a favore dell'azienda lo faccio, altrimenti no. La necessità è quella di consolidare l'azienda e dotarla di una organizzazione adatta», ha aggiunto Gismondi, che ha anticipato che prevede di portare sul mercato circa il 35% del capitale di artemide.


Artemide, che ha chiuso il 2013 con un fatturato di 127 milioni di euro, sta pensando di lanciare una linea produttiva anche in Canada, a favore del mercato canadese.


L'azienda, che esporta il 75% della produzione, è «frenata dalla debolezza del dollaro, perché si vende in euro e di conseguenza la perdita è secca. Questa per noi è una grossa difficoltà: ecco perché stiamo spingendo per produrre in Canada. Non in modo "sconvolgente", ma per garantire che alcuni prodotti possano essere venduti in America».



In generale, «l'Italia - spiega Gismondi - è il più grosso mercato che abbiamo, insieme a tutto il Centro Europa con la Germania, l'Austria e la Svizzera. Si sta muovendo bene la Scandinavia. L'Est Europa e Mosca rappresentano una bella miniera».

 

 

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