Strategie

Ballantyne: Giappone e Corea nel mirino. E con la capsule Lab via libera alla ricerca

Fabio Gatto, l'imprenditore-designer che ha acquisito oltre due anni fa Ballantyne dal fondo Charme, fa il punto sul percorso di rilancio del brand e annuncia i nuovi progetti. Nel mirino Giappone e Corea, con un piano di opening già avviato. Intanto il prodotto evolve con il progetto Lab, spazio di sperimentazione e ricerca. Tappa importante sarà il 2021, quando la label scozzese compirà 100 anni.

 

«Ho la soddisfazione di aver riportato il marchio Ballantyne alla credibilità - racconta Gatto -. Oggi i buyer ci cercano e seguono con attenzione i nostri progetti. Due anni fa questo non accadeva. Il percorso non è facile, ma il fascino e l'attrazione della griffe sono notevoli».

 

«In poche stagioni ho dato voce alla donna, che prima era quasi inesistente e che oggi copre il 60% del turnover - prosegue Gatto -. E adesso è il momento di crescere all'estero».

 

Attualmente il marchio realizza il 70% del giro di affari in Italia, dove è venduto in un totale di circa 250 punti vendita, più il monomarca di via Bagutta a Milano. Parliamo del gotha del retail: nomi come Sugar ad Arezzo, Excelsior a Milano, Ratti a Pesaro, Wise a Cremona. All'estero il focus in questo momento è su Giappone, Corea e Russia, con l'obiettivo di espandersi in Cina, Stati Uniti e in Europa, a partire da Francia, Regno Unito, Austria e Germania.

 

«Lo scorso mese abbiamo inaugurato un punto vendita all'Hotel Hilton di Osaka, prima tappa di un progetto di sei aperture in Giappone entro quattro stagioni. Il prossimo opening sarà a Tokyo in autunno», annuncia Gatto.

 

«In Corea - prosegue - siamo già presenti con quattro monomarca in altrettanti mega-alberghi luxury e puntiamo ad approdare anche su strada, con un paio di negozi». Giappone e Corea, puntualizza, sono importanti tappe di avvicinamento alla Cina, «un discorso per il momento assolutamente prematuro».

 

In Russia il marchio è venduto in circa 40 punti vendita monomarca e per l'imminente futuro si guarda agli Stati Uniti: «Vorremmo fare un test con alcuni department store a partire dalla prossima stagione. L'America è un mercato difficile, da affrontare con la massima serietà e con le idee chiare».

 

Serietà, calma, oculatezza: sono parole frequenti nei discorsi di Fabio Gatto. «So perfettamente cosa vorrei fare e quali sono gli obiettivi - spiega -. Ma prima di tutto è importante creare una base sana su cui costruire, che consentirà più facilmente di fare il raddoppio. Ora abbiamo messo in piedi la struttura. E non escludiamo l'ipotesi di aprire a un fondo, ma non ora».

 

Il marchio intanto cresce: il 2017 si è chiuso con un giro di affari di i 7 milioni di euro, in progress del 20% sul 2016 e la previsione è di evolvere di un ulteriore 20% nel 2018.

 

Merito di un lavoro attento sul prodotto, che ha portato alla costruzione di una collezione dal gusto contemporary, con un forte aggancio all'heritage ma con contenuti assolutamente attuali. Proposte realizzate per l'80% in Italia, con Mongolia e Cina a spartirsi in parti uguali il restante 20%. Dalla primavera-estate 2018 sono tornate di scena anche le borse, con la reinterpretazione dell'iconica Diamond Bag degli anni Sessanta.

 

Ora c'è spazio anche per la sperimentazione, con la nuova linea Lab. Una proposta di circa 15 capi per l'uomo e per la donna, che reinterpretano i pezzi iconici del marchio con uno spirito moderno e con tanta maestria artigianale, in vendita da fine agosto in 15 selezionatissimi negozi.

 

«È l'inizio di un percorso che proseguirà nella prossima stagione con tante iniziative, per mantenere vivo il contatto con i nostri clienti - conclude Gatto -. L'obiettivo è aprire una nuova pagina nella storia di Ballantyne».

 

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