Strategie

Ballantyne più glamour con Williamson e vicino al pareggio operativo con l'export

È una collaborazione destinata a perdurare, quella tra Ballantyne e lo stilista Matthew Williamson, che oggi ha presentato a Milano i suoi primi 40 pezzi ideati per il brand scozzese, sinonimo di cashmere di alta gamma. Stimati 16 milioni di euro di fatturato per fine anno.

 

"Il 2013 dovrebbe essere il fiscal year del pareggio dell'azienda a livello operativo, dopo un 2012 terminato con risultati importanti a livello di ebitda ed ebit - ha spiegato l'a.d. di Ballantyne, Franco Natalucci, alla presentazione della capsule collection, presso 10 Corso Como -. I ricavi sono passati da 11 a 15 milioni di euro, mentre le esportazioni sono salite a una quota intorno al 40% del totale". L'obiettivo dell'azienda in capo al fondo Charme e alla società d'investimenti Mubadala è di raggiungere i 20 milioni di euro di giro d'affari nel 2014, grazie anche a un ulteriore sviluppo del retail. Un opening a Nuova Delhi è in agenda per settembre, cui seguirà un'altra apertura a Baku, in Azerbaigian. Dopo la chiusura del monomarca di Milano, in via Sant'Andrea, resta l'idea di riaprire in città e tra le location più interessanti Natalucci indica la nuova area in zona Brera, ma anche Roma potrebbe rientrare tra le prossime destinazioni.  

 

Quanto al prodotto, si pensa non tanto a nuove collaborazioni con altri designer ma a dare un seguito alla positiva intesa con lo stilista di Manchester, classe 1971, che per questa limited edition si è messo alla prova anche nel menswear. La capsule conta infatti 40 proposte in maglia, 20 femminili e  20 maschili, realizzate a mano per lo più in Italia, frutto di una rilettura in chiave glamour dei tradizionali pattern Argyle e Fair Isle. Very Williamson la palette cromatica, che spazia dal verde menta al lilla e al tea blu, mixati con le nuance più calde del fucsia, dell’arancio bruciato e dell’amaranto acceso.

 

 

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