Strategie

Berluti in profitto tra due anni e un nuovo designer prima dell'estate

Il marchio di calzature di lusso Berluti, in mano a Lvmh, ha quintuplicato i ricavi (dal 2011 a oggi) ma è ancora presto parlare di utili. «In un paio d'anni farà profitti», prospetta il 38enne ceo Antoine Arnault (nella foto), che auspica la nomina di un nuovo designer prima dell'estate.

 

Antoine Arnault, figlio del presidente di Lvmh, Bernard Arnault, è diventato ceo di Berluti nel 2011. Come riporta Bloomberg, da allora il fatturato della maison con base a Parigi sono quintuplicati a 150 milioni di euro, ma il processo per arrivare a macinare profitti si sta rivelando più lento del previsto.

 

Nel 2013 lo stesso Bernard Arnault aveva ipotizzato che Berluti sarebbe uscito dal rosso nel 2016 (la griffe fa parte del portafoglio marchi di lusso di Lvmh dal 1993). Sotto la gestione del figlio (che è anche presidente di Loro Piana), la maison ha esteso la gamma di prodotto e sviluppato il network retail.

 

Nel luglio 2015 ha anche inaugurato un sito produttivo in provincia di Ferrara, dedicato alla realizzazione di calzature, borse e pelletteria, che dà lavoro a 250 persone.  

 

Ora il marchio, che vanta 121 anni di storia, è alla ricerca di un nuovo designer, dopo la recente uscita di scena di Alessandro Sartori, tornato alla Ermenegildo Zegna.

 

L'auspicio di Antoine Arnault, come dichiarato a Bloomberg, è che si nomini un nuovo designer prima dell'estate. Da lui ci si aspetta che sappia infondere al marchio una certa «casualness». «Vorrei qualcosa di più dirompente in termini di ready-to-wear - ha spiegato Arnault -, un po' più all'avanguardia, un po' più moderno».

 

Per Berluti, come ha anticipato il ceo, sono previste altre aperture, ma più piccole che in passato, e in mercati dove il marchio non è ancora presente, come l'Australia. In più si è alla ricerca di location nelle città americane, vedi Las Vegas, dove la griffe punta a sviluppare anche le categorie di prodotto meno "core".

 

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