Strategie

C.P. Company prevede un incremento "high double digit" per il 2018

Il brand C.P. Company cresce con l'export, che rappresenta il 75% dei ricavi, ma anche con l'Italia, che «si muove in modo dinamico». Così per la chiusura del bilancio 2017 il nuovo direttore generale Leo Scordo stima una performance dei ricavi «a doppia cifra».

 

«L'ebitda 2017 dovrebbe risultare positivo e sopra le previsioni - ha anticipato Scordo alla presentazione della collezione per il prossimo autunno-inverno, durante la kermesse milanese della moda maschile -. Nel 2018 ci attendiamo un margine operativo lordo in progresso a due cifre, ipotizzando un fatturato in aumento "high double digit"».

 

Il manager ex Zegna, arrivato a fine settembre, non è entrato nel merito delle cifre, dal momento che la casa madre, la cinese Tristate Holdings, è quotata a Hong Kong.

 

«Stiamo creando una base solida di crescita - ha detto - prima di concretizzare il progetto dell'apertura del primo flagship store milanese, per il quale sono in valutazione alcune location. L'inaugurazione potrebbe essere a inizio autunno, con la collezione che stiamo presentando ora».

 

«L'opening milanese - ha aggiunto - rientra in un piano triennale che contempla una quindicina di aperture di monomarca tra Italia ed Europa. Per quanto riguarda il wholesale, al momento contiamo circa 800 punti vendita e intendiamo restare su questi livelli, con una distribuzione molto selettiva, in negozi premium».

 

Il mercato principale per il brand è il Regno Unito («I 20-30enni che vivono la città apprezzano molto lo streetwear urbano»). Poi vengono l'Italia, il Benelux e l'Est Europa, mentre in Asia C.P. Company è molto apprezzato in Giappone e Corea.

 

Online il brand è distribuito attraverso lo store monomarca e da piattaforme terze. Attualmente il tasso di penetrazione è di circa il 4%, ma l'obiettivo è di arrivare al 10% nel triennio, quando si ipotizza che il wholesale avrà raggiunto il 65% dei ricavi e il retail il 35%.

 

Per Scordo c'è anche un potenziale da sviluppare in nuove categorie merceologiche. «Prodotti più leggeri dell'outerwear e della maglieria - spiega - come le camicie e i pantaloni o le giacche non outerwear. Il primo prodotto in licenza, invece, vorrei che fossero gli occhiali».

 

Intanto C.P. Company continua a investire nella ricerca tessile. Tra le novità presentate nella showroom di Milano ci sono i capi trattati con Recolour: un nuovo processo che prevede una doppia tintura del capo. Nella seconda fase i pigmenti naturali vengono assorbiti in modo irregolare dal tessuto, conferendo un particolare effetto anticato.

 

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