Strategie

Chervò: intesa con la Ryder Cup

Chervò rinsalda il legame con il mondo del golf grazie al contratto di licenza con Ryder Cup, terzo evento sportivo al mondo come copertura mediatica dopo Olimpiadi e Mondiali di calcio. In arrivo una capsule dedicata al contest, che per la prima volta nel 2022 si svolgerà in Italia, nel Circolo Marco Simone di Roma.

 

«Un'opportunità commerciale ma anche un modo per contribuire al successo di questa manifestazione come protagonisti attivi - è il commento di Manfred Erlacher, ceo di Chervò -. Siamo certi che la competizione godrà di una visibilità talmente forte e positiva, da promuovere tutto il settore e l'immagine dell'Italia a livello internazionale, anche come destinazione geografica».

 

L'accordo ha durata biennale, con la possibilità di estenderlo anche successivamente, e prevede che Chervò possa applicare il marchio dell'evento sui propri prodotti di abbigliamento da golf e di accessori per uomo e donna.

 

Nell'ambito dell'intesa rientra la special capsule in vendita da fine luglio, inizialmente in Italia, in oltre 120 punti vendita tra webstore, flagship e pro shop: una selezione di capi da donna e da uomo che comprende bomber in microfibra di poliammide, polo in tessuto Dry-Matic idrofilo, felpa, cappellino e borsa da spogliatoio.

 

Per l'azienda di Costermano l'accordo con Ryder Cup rappresenta una tappa fondamentale in un percorso di crescita, partito nel 1982 da un'intuizione di Peter Erlacher, fratello di Manfred, atleta altoatesino di punta della nazionale di sci negli anni Settanta e oggi chief design officer della label.

 

«Lasciata l'attività agonistica ho iniziato a importare e distribuire articoli sportivi dagli Stati Uniti e dalla Svizzera - racconta - finché mi sono detto: perché non farli io stesso?».

 

Nasce così il primo embrione della collezione, battezzato Caribù: un'offerta di capi da trekking molto legata al mondo della natura, che presto Peter ribattezza Chervò, dopo aver scoperto che il marchio era già registrato negli Stati Uniti.

 

«In Nord America caribù vuol dire renna e, per rimanere in tema, abbiamo pensato a un animale affine, il cervo, nome che abbiamo nobilitato con un "h" in mezzo e un accento - chiarisce Peter Erlacher -. È partita così Chervò, linea che diventa famosa per le tenute da sci di gusto fashion, apprezzate anche da celebrity come Claudia Schiffer e Chris Evert».

 

Negli anni Novanta la svolta con il primo approccio al mondo del golf, che nel 2008 diviene la vocazione di questa azienda, presto apprezzata per la capacità di unire lo stile italiano alla prestazioni tecniche, fondamentali per uno sport che si disputa per ore all'aria aperta, sotto il sole o sotto la pioggia. Un incontro tra immagine e tecnologia che proietta l'azienda tra i leader del settore a livello internazionale.

 

Oggi Chervò vanta un fatturato di 17 milioni di euro, con una quota export dell'80%, realizzata principalmente in Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Corea, Giappone e Cina, per un totale di circa 30 Paesi e 1.000 punti vendita worldwide.

 

Di recente l'azienda ha ampliato gli orizzonti con una linea di sportswear, frutto dell'accordo di licenza siglato con il maglificio padovano Second Project: una proposta uomo, con al centro la maglieria e i capispalla, in cui la ricerca stilistica si coniuga con i valori distintivi del marchio. Una nuova freccia all'arco dei fratelli Erlacher.

 

Nella foto, Peter e Manfred Erlacher.

 

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