Strategie

Chiara Boni: «Dopo Milano e Roma, La Petite Robe approda a Los Angeles»

Chiara Boni porta il suo format retail anche a Los Angeles, dove ad agosto si apre la prima boutique La Petite Robe negli Stati Uniti, mercato numero uno per la label. «Partiamo dalla Citta degli Angeli e poi penseremo a New York», annuncia la stilista. Che intanto affila le armi sul fronte dell'e-commerce, con un sito tutto nuovo.

 

Chiara Boni ha scelto una delle vie più prestigiose dello shopping nella metropoli californiana, Melrose Place, al civico 8470, dove inaugurerà uno spazio di 80 metri quadri, con lo stesso concept delle due boutique italiane, a Milano e a Roma. In vendita le linee Couture, Collection, Swimwear e Accessori del marchio La Petite Robe, che ha lanciato nel 2007.

 

«A New York abbiamo già una presenza significativa - ha spiegato a fashionmagazine.it la stilista fiorentina -. Per questo partiamo dalla California. Los Angeles è una città molto vivace e stimolante, dove abbiamo un ufficio di pubbliche relazioni che ci supporterà benissimo nella fase di start».

 

«A distanza di 2 anni dal primo monomarca ci siamo resi conto con Chiara che la boutique è per noi un grande punto di forza perché ci offre la possibilità di esprimere al meglio lo spirito delle nostre collezioni -  spiega Maurizio Germanetti, amministratore delegato dell’azienda -. È stato quindi abbastanza naturale guardare fuori dai nostri confini e lo abbiamo fatto in un mercato, come quello americano, che ci sta dando sempre maggior soddisfazioni».

 

«Un'area - ha proseguito Germanetti - che copre il 60% del nostro giro di affari, arrivato a quota 18 milioni di euro nel 2016, in aumento del 53% sul 2015. Una cifra destinata a crescere del 30% nell'anno in corso. Anche l'Europa è in progress, così come performano bene il Medio Oriente e la Russia, Paese quest'ultimo in fase di ripresa».

 

«Prossima sfida - annuncia Chiara Boni - sarà la Cina, un mercato enorme dove però non esiste ancora una distribuzione. Ma presto anche lì, dove i capoluoghi di provincia contano 15 milioni di abitanti, apriranno i grandi mall».

 

Mentre Chiara Boni costruisce step by step il suo network retail, evolve in parallelo la collezione. «Agli abiti in jersey abbiamo affiancato tanti "separate", che ora vanno alla grande nei negozi. E poi ci sono gli accessori, scarpe e borse. Tutto rigorosamente in tessuto jersey, il nostro "trademark", al quale non rinunciamo, perché la gente ci riconosce e ci apprezza per quello».

 

«Tutte le proposte sono rigorosamente made in Italy - interviene Germanetti -. Una produzione selezionata tra Toscana, Emilia Romagna e Veneto per l'abbigliamento, a Parabiago per le calzature e a Milano per le borse».

 

Intanto evolvono le strategie legate al digital. «A giugno lanciamo il nostro sito completamente rinnovato e anche l'e-commerce sarà del tutto rifatto. Abbiamo stretto accordi con un centro logistico in Italia e uno negli Stati Uniti e potremo vendere in tutto il mondo, mentre fino a oggi dialogavamo solo con il mercato europeo e statunitense».

 

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