Strategie

Deluso del Giappone, Fast Retailng si espande all'estero

Il colosso giapponese Fast Retailing, noto soprattutto per l'insegna Uniqlo (nella foto, un'anticipazione per il prossimo inverno), sta pianificando un ambizioso piano di sviluppo all'estero incentrato soprattutto sulla Greater China, ma che contempla anche gli Stati Uniti e il Vecchio Continente. Lo ha rivelato di recente il presidente Tadashi Yanai in un'intervista rilasciata al Financial Times, dove non ha nascosto le preoccupazioni circa la situazione economica nel Sol Levante. Paragonando il percorso del Paese a quello di Grecia e Portogallo, ha detto: "Le persone che credono di far parte della classe media realizzeranno di essere povere. Sono 20 anni che il Giappone è in recessione e quel giorno arriverà presto". Per risollevarsi dal declino, come ha spiegato Yanai, l'economia interna dovrebbe mirare al resto dell'Asia e scommettere sulla middle class emergente, nelle previsioni pari a circa un terzo dei 4 miliardi di abitanti attuali.

 

Non è un caso quindi che Fast Retailing abbia deciso di accelerare in Cina con Uniqlo: in programma ha un migliaio di store (dai 136 di oggi), che si aggiungeranno ad altri 1.000 nel resto dell'Asia (da 181). In previsione ci sono anche opening a New York, Parigi e Londra, mentre nessuna città italiana è stata menzionata dal presidente. Anche il mercato interno, dove Uniqlo è percepita come una catena domestica di abbigliamento suburbano, arriverà così, nelle sue previsione, a beneficiare del processo di internazionalizzazione.
Nell'ultimo trimestre, le vendite nei negozi Uniqlo all'estero sono salite di oltre il 60% rispetto all'anno precedente, a fronte di un calo dell'1% in Giappone. A causa delle deludenti performance interne, Fast Retailing ha dovuto rivedere al ribasso le previsioni di chiusura dell'anno fiscale, che si concluderà il 31 agosto.

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