Strategie

Desa Nineteenseventytwo: le borse piacciono agli italiani

Eleganza understated, tradotta in forme architettoniche ed espressa con pellami high quality e rifiniture di qualità: il nuovo marchio Desa Nineteenseventytwo ha già conquistato le vetrine di 40 boutique italiane al top. Fondamentali la collaborazione di Yossi Cohen, che firma la collezione, e la consulenza di Massimo Degli Effetti.

 

«Partita con la collezione dell'estate 2014, Desa Nineteenseventytwo è la nostra nuova creatura», racconta Burak Celet, general manager dell'azienda di famiglia omonima nata nel 1972 e specializzata nella produzione di borse e accessori in pelle con il marchio omonimo ma anche per noti brand internazionali.

 

«Un'azienda quotata in Borsa dal 2004 - tiene a precisare Celet - divenuta oggi il principale esportatore del settore in Turchia con all'attivo una conceria e due stabilimenti produttivi, 2mila dipendenti, un giro di affari di 110 milioni di dollari, 76 store in Turchia e due a Londra». E prosegue: «Desa Nineteenseventytwo rappresenta l'anima luxury di Desa, con articoli caratterizzati dall'alto contenuto artigianale e dallo stile essenziale, frutto di una cura molto attenta del prodotto».

 

Identificate da un numero, le borse del nuovo brand sono accomunate dalle forme geometriche, con una predilezione per l'esagono, e vanno in vendita a prezzi medi sell out che si aggirano sui 780-845 della numero 7, rispettivamente nelle due versioni, piccola e grande. Sono già approdate presso 40 boutique italiane di punta, nomi come Excelsior, Antonioli, Tessabit e Silvia Bini e sono distribuite anche in Corea e Inghilterra e presto saranno negli Stati Uniti e in Giappone.

 

«Dietro a questa rapida affermazione - puntualizza Burak Celet - si cela un team creativo e imprenditoriale in cui spiccano le figure di Yossi Cohen, designer della collezione, e di Massimo Degli Effetti, distributore italiano di importanti griffe, titolare della boutique omonima a Roma, che ha prestato la sua consulenza per lo sviluppo del marchio».

 

Per il momento la distribuzione privilegia i canali wholesale (boutique e department store) ma, in futuro, Celet non eslcude l'ipotesi di dare avvio a vetrine monomarca dedicate alla collezione.

 

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