Strategie

Digital Transformation: retailer italiani già attivi. Prada punta sui big data, Eataly sui chatbot

Gran parte dei retailer italiani sta già cavalcando la trasformazione digitale e nel 2018 investirà soprattutto nella business intelligence. È quanto emerge da una ricerca di Microsoft e Retail Institute presentata all'evento Digital Difference in Retail, dove si è parlato anche dei casi Prada e Eataly.

 

Tra ottobre e novembre 2017 la società di ricerche Retail Institute ha sottoposto una serie di domande a un campione di 100 dettaglianti italiani. Ne risulta che l'87% ha già in corso progetti di digital transformation e un altro 9% non si è ancora attivato, ma sta pianificando di farlo in un futuro prossimo.

 

Il movente è soprattutto l'evoluzione della domanda (per il 63%), ma c'è anche la consapevolezza che team e processi non sono abbastanza interconnessi (50%). 

 

Nel 2018 gli investimenti si concentreranno principalmente sugli strumenti di business intelligence (55%), perché si rende necessario conoscere meglio (attraverso i dati disponibili) le dinamiche di mercato e anticipare le esigenze dei consumatori.

 

Al secondo posto c'è il cloud computing (41%), che consente di accedere in modo semplice e flessibile a tecnologie complesse, a prescindere dalla dimensione del retailer.

 

Seguono, tra gli investimenti futuri, l’Internet of things (21%), l'area machine learning/artificial intelligence (14%). A non prevedere alcun tipo di investimento nell'IT è solo il 5%.

 

Le tecnologie considerate più utili dai dettaglianti sono gli strumenti di social engagement (29%), quelli di collaborazione e produttività (22%), per il customer relationship management (20%) e il comparto della predictive analytics (16%). Queste risposte ribadiscono l’importanza data dagli interpellati a strumenti che rafforzino la relazione con i consumatori e ne anticipino i bisogni.

 

L'evento è stata l'occasione per presentare i progetti di trasformazione digitale di Eataly e del Gruppo Prada.

 

Quest'ultimo intende investire sui big data, come ha spiegato Chiara Tosato, general manager e digital e-commerce director. Nel 2018 partirà un progetto basato sul cloud computing e la Piattaforma Dati di Microsoft.

 

L'idea è raccogliere in modo integrato i dati delle interazioni con i clienti provenienti dai punti vendita, dall'e-commerce e dai social network, per diversificare le strategie e sviluppare azioni di marketing mirate.

 

«Tradurre dati destrutturati provenienti da fonti eterogenee in insight strategici e facilmente accessibili - ha spiegato Tosato - ci consentirà di pianificare meglio i flussi, interpretare le esigenze dei consumatori con modelli sempre più corrispondenti alle loro aspettative e definire strategie di marketing efficaci, arrivando a personalizzare la shopping experience».

 

«Eataly si pone l'obiettivo di riuscire a creare un'esperienza immersiva per i propri clienti, ovunque essi siano», ha detto l'executive chairman Andrea Guerra (nella foto).

 

In tal senso, il retailer di prodotti enogastronomici sta introducendo, all'interno del servizio di spesa online, un nuovo modo di interazione con il cliente da remoto, mediante l'attivazione di chat bot.

 

Tra gli altri progetti, quello di testare software di intelligenza artificiale di Microsoft per dialogare, mediante un codice scritto o vocale, con gli shopper online e offline.

 

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