Strategie

Est Europa, ma anche Iraq e Usa, nel mirino di Harmont & Blaine

Anche nella sua fase conclusiva, il 2013 si conferma un anno di grandi investimenti per Harmont & Blaine, che nel giro di sette giorni è stato protagonista di un tris di opening in differenti parti del mondo: a Miami, dove è stata inaugurata le seconda boutique del marchio, a Erbil in Iraq e a Praga, dove è stato aperto il più grande flagship store del mondo del bassotto.



"Si tratta di inaugurazioni importanti - ha commentato Domenico Menntiti, fondatore e amministratore delegato di Harmont & Blaine - che rappresentano solo tre tappe  all'interno di un più ampio piano di internazionalizzazione in corso da parte dell'azienda (prossima tappa Mosca, ndr), che nel prossimo triennio investirà oltre 70 milioni nello sviluppo retail".



Di questo budget, ben tre milioni di euro sono stati stanziati per il punto vendita della capitale ceca strutturata di mille metri quadrati su quattro livelli nel centro storico della città, in 28 Rîjna 14.



Il nuovo store, che raccoglie l'intero universo delle collezioni uomo, donna, bambino e calzature, si trova all'interno dello storico Palazzo della Lira d'Oro 'Zlatá Lyra', edificio patrimonio artistico della città e tutelato dai beni culturali, caratterizzato da una preziosa facciata in legno con decori intrecciati in oro.

 

"La Repubblica Ceca - ha dichiarato Menniti durante l'evento di inaugurazione - ricorda l'Italia degli anni Sessanta, quella del boom economico, piena di voglia di crescere. Per questo abbiamo voluto essere presenti qui, invece di volare a Miami, dove ieri si inaugurava la seconda vetrina cittadina".



L'imprenditore  ha aggiunto che l'espansione di Harmont & Blaine nell'Europa dell'Est prevede altri negozi nei prossimi mesi: Vienna, Varsavia, Bucarest e soprattutto Mosca, la cui inaugurazione è attesa per la primavera del 2014.



ll progetto di internazionalizzazione del marchio mira a potenziare l'incidenza dell'export (oggi pari al 35%) sul fatturato dell'azienda, che nel 2013 dovrebbe raggiungere quota 70 milioni di euro (+22%). "Nel business plan triennale - ha concluso l'a.d. - abbiamo previsto di invertire le percentuali: sarà l'Italia a valere il 35% delle vendite, mentre il resto sarà legato agli altri mercati". 

 

 

 

 

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