Strategie

Gaudì: in vista 130 store tra Medio Oriente e Cina

"Da marchio tra i tanti 'sul' mercato, Gaudì è divenuto oggi un brand 'nel' mercato estero": così l'export manager Angelo D'Arcangelo commenta lo sviluppo della label. Pronto un progetto che mira all'apertura di 40 negozi fra Emirati Arabi e Arabia Saudita e 90 vetrine in Cina.

 

In Medio Oriente si comincia dal prossimo mese di febbraio: gli opening principali saranno presso il Dubai Festival City e il Dubai Mall e poi a Jedda, Abu Dhabi e in Qatar. Le strategie per il mercato cinese rientrano in un ampio piano di espansione a livello mondiale, che punta ad avviare 90 store solo su questo territorio, dove al momento sono operativi sei negozi. In parallelo, l'Europa contina a essere un punto di riferimento importante: dopo Vienna, sono imminenti nuovi spazi, anche nel mercato russo.

 

Crescere oltreconfine non significa trascurare le proprie origini, ossia l'Italia, dove la label conta oggi 1.000 rivenditori e 40 monomarca di proprietà o in partnership, con un progetto che contempla altrettante nuove vetrine nell'immediato futuro.

 

A supportare questa strategia di sviluppo un lavoro attento sul consumatore finale, sostenuto da importanti investimenti in marketing, un'attenzione sempre maggiore al canale distributivo, un lavoro mirato sullo stile e il prodotto e un'efficiente gestione produttiva e logistica.

 

Presupposti che spiegano i progressi a livello numerico: una forza lavoro che oggi comprende 155 addetti, rispetto agli 85 del 2009 e ai 120 del 2010 e un giro di affari che dovrebbe raggiungere i 65 milioni nell'esercizio 2013, rispetto ai 58 del 2012.

 

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