Strategie

Gaudì: l'estero nel mirino, ma l'Italia non resta a guardare

Orizzonti in crescita per il marchio Gaudì. Nata nel 1995, l'etichetta si è sviluppata nel corso degli anni con il suo total look uomo e donna easy e giovane. Uno stile che piace anche all'estero, dove la quota di fatturato realizzata oltreconfine è passata dal 15% al 30%, su un giro di affari totale che raggiungerà i 60 milioni di euro a fine anno.

 

Si tratta di un netto raddoppio dell'export, frutto del balzo in avanti della primavera-estate 2013 (+43% a quota 8 milioni) e di quello ancora più sensibile dell'invernale (+50%, per un totale di 12,5 milioni di euro). A sostenere un'evoluzione così sensibile, le strategie legate alla distribuzione attuate in Europa, che hanno puntato sul rafforzamento del marchio e sull'ingresso in Belgio, Francia, Germania e Olanda e che hanno scommesso su aree più lontane come la Russia, il Medio Oriente e la Cina, grazie a importanti accordi di distribuzione siglati con partner leader di mercato.

 

"Nell'arco di pochi mesi, sono stati inaugurati due monomarca in Russia, cinque in Cina, di cui l'ultimo a Shanghai, mentre per la fine del 2013 sono previste due aperture a Dubai - racconta il direttore commerciale estero Angelo D'Arcangelo -. Per il futuro invece l'obiettivo è avviare nell'arco dei prossimi cinque anni 100 store in Cina, 26 in Medio Oriente, 32 in Russia". A proposito di opening, i prossimi sono in dirittura di arrivo a Vienna, dove a ottobre di quest'anno saranno operativi due punti vendita, uno dedicato all'abbigliamento uomo e donna e uno agli accessori, e poi a seguire sarà la volta del Portogallo.

 

Anche in Italia, dove la label è distribuita presso oltre 1.500 rivenditori e 35 monomarca (fra spazi di proprietà e aree in partnership), la previsione è di far lievitare le vetrine retail.

 

stats