Strategie

Hugo Boss crescerà dal 2018. La donna non sfilerà più a NY

Il 2017 sarà un anno di transizione, ma si tornerà a correre nel 2018. Questa, in estrema sintesi, la previsione del management di Hugo Boss, guidato da Mike Langer (l'ex-cfo, promosso a ceo in maggio).

 

In mattinata la Borsa sembra non gradire quanto prospettato oggi dal gruppo, nel corso dell'Investor Day di Londra: il titolo Hugo Boss registra una flessione del 6,5% a Francoforte ed è trattato poco sotto i 57 euro per azione.

 

Il progetto del gruppo tedesco verte essenzialmente sulla rifocalizzazione sui brand Boss e Hugo. Boss, in particolare, sarà sinonimo di businesswear nel segmento "upper premium" e di abbigliamento casual "sofisticato". Boss Orange e Boss Green cesseranno come linee indipendenti per essere integrate nella linea Boss.

 

Hugo si rivolgerà prevalentemente ai giovani, con proposte fashion a prezzi accessibili (i capi entry-level avranno un prezzo inferiore del 30% rispetto al brand Boss). Nelle previsioni dell'azienda, questa nuova composizione del portafoglio marchi sarà completata con la collezione primavera-estate 2018.

 

La linea donna Boss continuerà a rappresentare una parte importante del core business, anche se il gruppo vuole concentrarsi di più sulle collezioni maschili. In tal senso, l'anno prossimo sarà il menswear Boss, e non il womenswear, a sfilare alla New York Fashion Week (nella foto, il fashion show primavera-estate 2017).

 

L'attuale direttore artistico della donna, Jason Wu, continuerà a ispirare significativamente il business.

 

Proseguirà inoltre l'armonizzazione dei prezzi su scala globale: le differenze riguarderanno solo gli oneri di trasporto, i dazi e le imposte ai consumatori. Tale linea di condotta porterà a un calo dei listini in Asia, a un leggero aumento in Europe e a una situazione stabile in America.

 

La strategia distributiva passa per una maggiore integrazione fra retail, wholesale e online. Confermato inoltre il significativo rallentamento dell'espansione retail, mentre è attesa un'accelerazione nel breve periodo dell'e-commerce, a seguito della recente revisione del sito e l'introduzione di una nuova app.

 

Grazie alle misure già introdotte nell'anno, la Hugo Boss ipotizza risparmi di costi pari a 65 milioni di euro, legati alla revisione della struttura commerciale negli Usa e alla riduzione dei prezzi in Cina.

 

Come annunciato in occasione della pubblicazione della trimestrale, i ricavi annuali dovrebbero registrare un calo del 23% a valute costanti mentre l'ebitda (prima di alcune voci speciali) è prevista una riduzione fra il 17% e il 23%. Dopo un 2017 transitorio nel 2018 il gruppo dovrebbe tornare a crescere.

 

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