Strategie

Hugo Boss totalmente "fur-free" per la fine del 2016

Anche la fashion house tedesca Hugo Boss sposa la causa animalista di Fur Free Alliance. Dopo una serie di colloqui ha deciso di mettere al bando le pellicce a partire dalle collezioni dall'autunno/inverno 2016.

 

La Fur Free Alliance (FFA) è un organismo internazionale, supportato da milioni di persone nel mondo, che accorpa 48 organizzazioni di 28 Paesi (tra queste l'italiana Lav) per la protezione degli animali. Il suo obiettivo primario è porre fine al loro sfruttamento e uccisione per ricavarne pellicce.

 

Come emerge dal Sustainability Report 2015 pubblicato di recente, la Hugo Boss non impiega già più nelle sue linee né conigli né cani procioni (della famiglia dei canidi ma più simili alle volpi). «Oggi stiamo già offrendo con successo capi in eco-pelliccia ed eco-pelle - dice Bernd Keller, brand e creative director per lo sportswear di Hugo Boss -. Vogliamo utilizzare questi prodotti per ispirare l’attuale e le prossime generazioni verso una nuovo tipo di lusso».

 

Il brand di Metzingen va ad associarsi ad altri noti nomi del fashion che hanno preso posizione in favore della protezione degli animali. Tra questi Stella McCartney ma anche Tommy Hilfiger e Calvin Klein. I vertici di FFA auspicano che la decisione di Hugo Boss abbia un seguito tra gli altri marchi della moda, «soprattutto perché ci sono molte alternative "cruelty-free" praticamente indistinguibili dalle vere pellicce e altrettanto fashionable».

«La decisione di Hugo Boss - commenta Simone Pavesi, responsabile LAV Moda Etica - è l’ennesima dimostrazione che la moda etica, responsabile e sostenibile non solo è possibile ma è una realtà affermata e apprezzata. La LAV ha recentemente lanciato anche il progetto Animal Free Fashion con il quale attribuiamo una valutazione etica, tramite un apposito rating, alle aziende virtuose che si sono impegnate a non utilizzare materiali animali».

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